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Post 03 Dicembre 2012 In Notizie

A sorpresa la maratona di Fukuoka è stata vinta dal keniota Joseph Gitau in un ottimo 2:06’58”. Gitau, che vive e si allena in Giappone, ha stabilito la sesta migliore prestazione mai realizzata a Fukuoka alla sua terza maratona, dopo il ritiro nella stessa gara, edizione 2009, e il nono posto a Hokkaido nel 2010.

Il momento decisivo della gara è

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Post 30 Novembre 2012 In Notizie
Gli utenti di Maximaratona fremono: cercano i dati di Firenze per poterli verificare e correggere. Noi stiamo attendendo che Time Data Service, gestore del servizio di cronometraggio, finisca i controlli sugli arrivati. Il percorso fiorentino si presta a scorciatoie: nel 2009, partenza ancora da piazzale Michelangelo e “bastone” delle Cascine (andata e ritorno in parallelo) al 35° chilometro, gli squalificati furono quasi 200. Il controllo di tutti i passaggi è un lavoro impegnativo, soprattutto in una gara di questa dimensione. Gli organizzatori della Firenze Marathon hanno diffuso i seguenti dati: 9.763 iscritti (7.395 italiani e 2.278 stranieri), 8.323 partenti, 7.771 arrivati (6.577 uomini e 1.194 donne). Si tratterebbe del terzo totale arrivati, dopo il record 2009 (8.206) e gli 8.321 del 2010.

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Post 26 Novembre 2012 In Notizie
L’Etiopia ha confermato il suo dominio per il secondo anno consecutivo alla Firenze Marathon vincendo sia in campo maschile sia in quello femminile. Endeshaw Negesse Shumi è sceso per appena un secondo sotto il muro delle 2:10’ migliorando il suo primato personale da 2:12’14” stabilito alla Maratona di Roma di quest’anno a 2:09’59”. L’Etiopia ha monopolizzato il podio con il vincitore dell’anno scorso Bekele Berga in seconda posizione in 2:10’38” e Habtamu Asefa Wakeyo, terzo in 2:10’55”. Shumi succede ai connazionali Tolesa Tadese Aredo e, appunto, Bekele Berga, che si sono aggiudicati le ultime edizioni della maratona fiorentina. Nella prima parte della gara Mostafa Mohamed, finalista ai Mondiali di Osaka 2007 nei 3.000 siepi, dove vanta un personale di 8’05”75, ha preso la testa passando ai 10 km in 30’58” con 40 secondi di vantaggio su un gruppo di inseguitori comprendente Negsesse Shumi, Birhanu Berga, Yakob Kintra, Asefa Wakeyo Habtamu e Stephen Kipkoech Kibiwot. Mohamed è passato alla mezza maratona in 1:05’40” con circa un minuto di ritardo rispetto alla tabella di marcia. Bekele Berga è transitato in seconda posizione in 1:06’04”. Intorno al 35° km Mohamed ha iniziato ad accusare la fatica dopo aver comandato la prima parte ed è stato staccato dal terzetto etiope formato da Shumi, Berga e Wakeyo. Al 38° km Shumi ha staccato Bekele Berga e ha preso il largo sul Ponte Vecchio intorno al 39° km con un ritmo da 3 minuti al chilometro prima di involarsi verso la vittoria incitato dalla folla asseiepata al traguardo di piazza Santa Croce. Shuru Diriba Dulume ha regalato all’Etiopia la terza vittoria consecutiva dopo i trionfi di Firehiwot Dado nel 2010 e di Asha Gigi nel 2011. La Dulume ha dominato la gara prendendo il largo intorno al 15° km quando ha preso un vantaggio di 53 secondi sulla marocchina Janet Hanane. La Dulume ha continuato la sua cavalcata trionfale al 21° km quando è passata in 1:14”55” con un vantaggio di oltre un minuto sulla Hanane. Il vantaggio ha continuato a crescere al 30° km (1:46’40”) e al 35° km (2:04’22"). Il clima ideale con una temperatura di 11° C alla partenza e di 14° C all’arrivo quando è spuntato anche un pallido sole, che ha favorito la partecipazione popolare con 8.323 podisti che hanno preso il via dal Lungarno Pecori Giraldi prima di imboccare i viali della circonvallazione. Circa 1.500 bambini hanno partecipato alla Ginky Family Run. Massimo Leonardi si classificato sesto e primo degli italiani in 2:19’55". Il taxista romano Giorgio Calcaterra, sette volte vincitore alla 100 km del Passatore, ha tagliato il traguardo in undicesima posizione in 2:22’36”. “Erano otto anni che non correvo a Firenze. L’evento è cresciuto molto. Ora si respira un’atmosfera sempre più internazionale”, ha dichiarato Calcaterra. Michele Bedin ha conquistato il titolo italiano dei Vigili del Fuoco in 2:33’18”. Anche il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, non ha voluto mancare all’appuntamento podistico della sua città nonostante i tanti impegni politici. Renzi ha tagliato il traguardo in 1:59' al traguardo della mezza maratona.

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Post 21 Novembre 2012 In Notizie
Sharon Cherop e Patrick Terer hanno conquistato il successo alla ventiseiesima edizione della Turin Marathon Gran Premio La Stampa, che quest’anno ha potuto fregiarsi del riconoscimento di gara IAAF Gold Label. Torino ha tratto vantaggio dalla cancellazione della Maratona di New York a causa del devastante uragano Sandy nella gara femminile dove erano presenti diverse atlete di grande livello che avrebbero dovuto prendere parte all’evento della Grande Mela. Shalon Cherop ha scelto Torino per non disperdere tutto il lavoro svolto per preparare New York e si è presentata ancora in grandissime condizioni di forma. La keniana, vincitrice all’ultima maratona di Boston lo scorso aprile e medaglia di bronzo ai Campionati del mondo di Daegu, ha iniziato la progressione intorno al 20° chilometro, dopo che nella prima parte della gara aveva condotto in testa insieme all’azzurra Valeria Straneo. La maratoneta keniana, allenata dal tecnico Gabriele Nicola, ha dominato la seconda metà gara costruendo il suo successo con un negative split (ha corso cioè la seconda metà più veloce della prima). La Cherop ha tagliato il traguardo in 2:23’57” e ha strappato il primato della maratona di Torino alla connazionale Agnes Kiprop che nel 2009 corse in 2:26’22”. “La mia preparazione era incentrata sulla maratona di New York. Dopo la cancellazione della gara, ho trovato l’alternativa con la maratona di Torino. La cosa che mi ha soddisfatto è aver corso la seconda parte della gara più veloce della prima”, ha detto la Cherop. Al 35° chilometro, l’olandese di origini keniane Hilda Kibet, sorella della vice campionessa mondiale Sylvia Kibet e cugina di Lornah Kiplagat, ha superato l’azzurra Valeria Straneo andando a conquistare il secondo posto in 2:25’46”. La Straneo ha concluso in bellezza una stagione da incorniciare con il terzo posto in 2:27’04” nella sua terza maratona dell'anno dopo il record italiano stabilito a Rotterdam con 2:23’44” e l’ottavo posto alle Olimpiadi di Londra. “Alla fine della gara mi sono sentita stanca, ma sono contenta, perché era da tempo che non correvo una maratona in Italia. Lungo il percorso ho sentito il tifo della gente che mi incitava. Ora devo ricaricare le batterie in vista della prossima stagione. Nel 2013 non correrò una maratona in primavera, ma disputerò dei 10.000 e delle mezze maratone. Devo decidere dove correre la maratona, se optare per i Mondiali di Mosca o una prova autunnale”, ha detto la Straneo. Ottima gara anche per la genovese Emma Quaglia, che entra in una nuova dimensione correndo in 2:28’15, che migliora il suo record di tre minuti. In precedenza aveva 2:31’15, stabilito alla maratona di Milano dello scorso aprile. “Ho temuto di non finire dopo un passaggio troppo forte alla mezza. Non mi aspettavo di andare così forte anche se pensavo di poter migliorare il mio personale”, ha dichiarato la Quaglia. Nella gara maschile l’ex siepista Patrick Terer ha vinto a sorpresa in 2:10’34” al suo debutto in maratona dopo una promettente carriera in pista nella quale ha vinto la medaglia di bronzo ai Mondiali juniores sui 3.000 siepi e ha stabilito il suo personale correndo in 8’13”. Terer, anche lui allenato da Gabriele Nicola, ha approfittato della tattica scriteriata di Jackson Kirwa, che ha pagato lo sforzo intorno al 30° chilometro, quando ha prodotto un parziale di 2’54”. Al 39° chilometro Terer ha superato l’affaticato Kirwa, che ha accusato una crisi intorno al 35° chilometro e ha dovuto fermarsi per un minuto e mezzo per un problema allo stomaco prima di riprendere e concludere in terza posizione dietro al più esperto Daniel Rono, che ha distribuito meglio lo sforzo e ha visto ripagata questa tattica con il secondo posto in 2:11’40”. In chiave italiana è da sottolineare il settimo posto di Stefano Scaini con il suo nuovo personale di 2h16’26".

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Post 29 Ottobre 2012 In Notizie
Reggio Emilia, 29 ottobre - Due anni sono da poco trascorsi dall'addio alle competizioni avvenuto sabato 9 ottobre 2010 al trentino Giro al Sas dell'amico e manager Gianni Demadonna. La voglia di correre, anche se a passo da buon amatore, torna a impossesarsi di Stefano Baldini, che ha trovato una motivazione per la quale vale la pena di indossare di nuovo un pettorale da maratoneta. Lo farà a New York, domenica 4 novembre, per promuovere una raccolta fondi a favore delle popolazioni colpite dal sisma del 20 e del 29 maggio scorso. L’iniziativa si chiama Run4Emilia ed è promossa da Baldini in collaborazione con il tour operator Born2Run by Melville e con il sostegno di CMR Edile. Il ricavato sarà destinato a sostenere Reggiolo (RE), una delle località più colpite dell’Emilia. In particolare, i fondi raccolti serviranno per il ripristino delle strutture del centro sportivo “Sandro Pertini”. Il terremoto, infatti, non ha risparmiato gli impianti sportivi (le due palestre comunali e scolastiche oltre al ‘Pertini’) che, anche se di recente costruzione, sono divenuti impraticabili. Le venti società reggiolesi, che contano circa un migliaio d’iscritti, e le scuole della zona che erano solite frequentare il centro, sono così rimaste senza una struttura per le proprie attività. Run4Emilia si pone l'obiettivo di contribuire alla riapertura del centro di allenamento, fulcro di tutte le attività sportive, consentendo alla popolazione di ritrovare un pizzico di normalità. «Correrò la maratona di New York per aiutare uno dei comuni più colpiti dal terremoto – ha spiegato Baldini - e sarà un progetto tangibile, di cui vedremo l’inizio e la conclusione. I soldi raccolti, quelli dello sponsor e dei sostenitori, serviranno a ripristinare gli spogliatoi del centro sportivo, inagibile dalla primavera scorsa.» «Vorrei correre in gruppo, a un ritmo da amatore medio, in modo da provare un’esperienza nuova - ha precisato il campione olimpico-; mi sembra inutile spingere per fare un buon risultato, perché quella è stata la mia vita passata di atleta.» Chiunque potrà sostenere il progetto attraverso donazioni sul conto corrente: Comune di Reggiolo pro terremotati, Piazza Martiri 38, 42046 Reggiolo (RE) Causale: Run4Emilia Banca: MONTE DEI PASCHI DI SIENA Filiale: Reggiolo Codice IBAN IT 78 O 01030 66441 000001821939 L’iniziativa sarà presentata ufficialmente a New York, il prossimo 3 novembre, all’Hotel Millennium Broadway (145 West 44th Street), ore 16,30, in occasione della riunione tecnica pre maratona. Per informazioni www.run4emilia.it Allegati: comunicato, logo Run4Emilia, foto Baldini e del gruppo di maratoneti di Born2Run a NY lo scorso anno (disponibili anche ad alta risoluzione).

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Post 29 Ottobre 2012 In Notizie
Il primatista mondiale della maratona Patrick Makau ha vinto la trentunesima edizione della BMW Frankfurt Marathon in 2:06’08”, ma è stata una vittoria molto sofferta a causa di alcuni problemi fisici. In una mattinata di sole molto fredda con una temperatura di appena 2°C, Makau ha dovuto faticare per conquistare il successo in rimonta negli ultimi 3 km. Fin dai primi chilometri il ritmo è stato più lento rispetto alla tabella di marcia per battere il record mondiale (Berlino, 2:03’38” nel settembre 2011). Ai 10 km il passaggio è stato di 29’56” con un ritardo di 39 secondi rispetto al passaggio record. Al 15° km il ritardo è salito a 51 secondi, ai 21 km i leader della gara sono passati in 1:02’52”, un minuto peggio rispetto al tempo previsto. Dopo il passaggio alla mezza maratona, Makau ha incominciato a perdere terreno e al 34° km era in svantaggio di 50 metri quando l’ etiope Deressa Chimsa ha lanciato l’attacco, ma dopo pochi chilometri è iniziata la prodigiosa rimonta del fuoriclasse keniano. Makau ha raggiunto e superato l’etiope al 39° km e ha preso un vantaggio di 15 secondi. In una cornice festosa all’interno della Festhalle, Makau ha tagliato il traguardo in 2:06’08” sotto una pioggia di coriandoli caduti dal soffitto dell’impianto al coperto che ospita la Fiera di Francoforte. “Le mie gambe non hanno funzionato, oggi, ma alla fine ho trovato la forza per vincere. Non mi sentivo bene, ma ho vinto grazie alla mia esperienza. Al 37° km ho capito che avevo ancora tempo per recuperare e negli ultimi chilometri ho iniziato a sentirmi meglio. Il percorso è eccellente, ideale per battere il record del mondo con la giusta preparazione”, ha dichiaarato Makau al termine della gara. Deressa Chimsa,secondo agli ultimi mondiali di mezza maratona di Kavarna, ha concluso in seconda posizione in 2:06’52" battendo il vincitore del 2009 Gilbert Kirwa (2:07’35”). La gara femminile ha fatto registrare il debutto vincente dell’etiope Meselesh Melkamu che, dopo una brillante carriera nei cross e in pista, culminata con l’argento ai Mondiali di Berlino 2009 sui 10.000 m, ha conquistato il successo in un fantastico 2:21’01 precedendo la keniana Georgina Rono (2:21’39”), la vincitrice della passata edizione Mamitu Daska (2:23’52”) e Bezunesh Bekele (2:23’58”). Al 15° km Mamitu Daska si è messa alla testa di un gruppo di cinque atlete comprendente Bezunesh Bekele, Meselesh Melkamu, Georgina Rono e Agnes Barsosio. Al 37° km la Melkamu, alla sua prima gara su una distanza superiore ai 10 km, ha sferrato il suo attacco decisivo staccando le avversarie ed è andata a vincere con un tempo straordinario per una debuttante. Si tratta del miglior tempo per un’atleta alla prima gara sulla distanza dopo il 2:18’56” di Paula Radcliffe a Londra 2002 e la keniana Lucy Kabuu (2:19’34” a Dubai 2012). Nel finale Georgina Rono ha superato Mamitu Daska e ha conquistato il secondo posto in 2:21’39”,scendendo anche lei sotto il precedente record del percorso. “Il mio prossimo obiettivo è correre in 2:18’”, ha detto la Melkamu. In ambito italiano Catherine Bertone ha tagliato il traguardo in 2:34’58” superando Claudia Pinna, tredicesima in 2:37’12”.

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Post 29 Ottobre 2012 In Notizie
Venezia, 28 ottobre - Pioggia, vento e acqua alta hanno caratterizzato la Venicemarathon, vinta dal keniota Philemon Kipchumba Kisang e dall’etiope Emebt Etea Bedada, rispettivamente con 2:17’00” e 2:38’11”. 5.931 gli arrivati, su 6.214 partiti. In base ai dati degli organizzatori, risultavano iscritti 8.000 atleti. A livello maschile, la gara si è sviluppata inizialmente su ritmi blandi, con il gruppo di testa che ha sofferto un po’ il forte vento contrario. Dopo un passaggio a metà gara di 1:08’19”, all'altezza del 30° km, dentro al parco San Giuliano, il gruppo di testa si era ridotto a cinque concorrenti: Kisang, Masai, Karanja, Habtamu Fikadu Awash e Patrick Korir. L’attacco decisivo Philemon Kipchumba Kisang lo ha prodotto al 35° km, maturando nei rimanenti 7 km un vantaggio di oltre un minuto sul connazionale debuttante Titus Kwemoi Masai (2:18’21”) e sull’altro keniota, Elija Karanja (2:19’41”). Sul traguardo è giunto quarto Domenico Ricatti (2:19’43”), autore di un finale in rimonta lungo i tredici micidiali ponti che scandiscono l'ultima parte di gara, nel corso dei quali ha raccolto anche gli africani a cui l'iniziativa di Kisang aveva fiaccato le energie. Tutta tra etiopi la prova femminile: Emebt Etea Bedada ha corso fianco a fianco alla connazionale Fantu Eticha Jimma fino al 30° km, quando ha sferrato l’azione decisiva, che le ha fatto ben presto guadagnare un vantaggio notevole, tradotto sul traguardo in un vantaggio di oltre 10 minuti: 2:38’11”, il tempo della Bedada. Dietro di lei si è piazzata la connazionale Helima Hassen Beriso in 2:48’32. Terza chiudeva Fantu Eticha Jimma in 2:50’48”. Quarta l'ultramaratoneta Monica Carlin in 2:54’13”. Martina Celi si è ritirata poco dopo metà gara. La gara di handbike, vinta da Robert Kauffmann (GS Disabili Alto Adige) in 1:47’06”, davanti a Cristiano Picco (1:54’28”) e Gianni Garbin (1:56”08”), è stata ancora una volta arricchita dall’ennesima impresa dell’ex pilota di Formula 1 e bi-campione paralimpico Alessandro Zanardi, che ha portato con sé Eric Fontanari, ragazzo trentino diciassettenne tetraplegico: “E’ stata un’avventura pazzesca! Attorno al 25° km mi è venuto qualche dubbio perché Eric ha iniziato a patire il freddo con degli spasmi muscolari e non riusciva più a tenere la sua handbike che piegava tutta a sinistra. A quel punto ho capito che era troppo rischioso arrivare in queste condizioni a Venezia per cui, memore dell’esperienza dello scorso anno con Francesco Canali, ho deciso di sganciare la ruota anteriore di Eric e agganciare il suo mezzo al mio con una corda trovata quasi per caso sul percorso. Siamo così ripartiti, quando sul Ponte della Libertà iniziava a scendere una pioggia battente e tirava un vento fortissimo. Ma il bello doveva ancora venire: qualche chilometro dopo, infatti, mi si rompeva la guaina del cambio e tutto ciò mi ha costretto ad utilizzare un rapporto durissimo e fare una fatica incredibile. Poi, miracolosamente, ho trovato un nastro e ho ‘steccato’ la guaina rotta attorno al freno. In questo modo sono riuscito a cambiare di nuovo e rendere quindi più facile la mia pedalata. Inoltre, ero troppo incitato da Eric che dietro di me urlava ‘vai trattore che ce la facciamo, arriviamo al traguardo!’. Iniziavano così i 13 ponti di Venezia, dove io facevo fatica a tenere l’handbike perché la ruota anteriore slittava, visto che tutto il peso era sbilanciato all’indietro. Avevamo il pubblico e i volontari ad aiutarci, e sapevamo che il traguardo era vicino e non potevamo mai mollare in quel momento. Dopo l’ultimo ponte mi sono fermato per attendere l’accompagnatore in bicicletta che avrebbe dovuto portarmi la ruota anteriore dell’handbike di Eric, perché volevo fosse lui a transitare per primo sul traguardo. Purtroppo, l’accompagnatore non è mai arrivato, forse fermato dagli addetti alla sicurezza, e così ho deciso di trainare Eric fino a 1 centimetro dall’arrivo, sono sceso dalla mia handbike e, come già fatto lo scorso anno con Francesco, ho fatto in modo che fosse il suo corpo a transitare per primo sotto la linea di arrivo. Adesso, con il senno di poi, dico che è stata durissima ma anche stavolta un’emozione incredibile: non potevo arrendermi, perché Eric ci ha creduto dal primo all’ultimo metro. Mi complimento anche con Fabio Marzocchi, l’altro ragazzo con noi in gara nel progetto Bimbingamba Sport che ci ha staccati al 25° km per portare a termine la sua gara con facilità”. “Malgrado il maltempo – commenta il Presidente del Venicemarathon Club Piero Rosa Salva – anche questa edizione è stata memorabile per tanti motivi: per l’accesa sfida che si è combattuta tra i top runners, per l’ennesima impresa di Alessandro Zanardi che ha scaldato il cuore di tutti, per i 5.931 eroi che sono arrivati al traguardo in condizioni estreme e per gli oltre 2000 volontari che hanno dato l’anima. Di sicuro le previsioni di questa settimana hanno scoraggiato molti atleti e quindi il numero dei partenti è stato inferiore rispetto agli iscritti, ma trovo straordinario il numero degli atleti che hanno concluso la maratona... in 27 edizioni questa è una delle poche in cui abbiamo sfiorato i 6.000 arrivati”. Dal comunicato diffuso dall'ufficio stampa di Venice marathon riportiamo che, tra gli arrivati, i più maturi sono stati Luciano Bevilacqua (MM75) in 5:47’05” e Raymonde Bizzot (MM70) tra le donne, in 4:21’10”. Le dichiarazioni dei protagonisti Philemon Kipchumba Kisang: “Nonostante il cattivo tempo è stata una gara bella ed avvincente. Dopo una prima parte di gara corsa al coperto, ho deciso di attaccare al 35° chilometro ed è andata bene. E’ una grande emozione vincere in una città come Venezia ed in una maratona così importante”. Titus Kwemoi Masai: “Ieri avevo annunciato che avrei fatto un crono attorno alle 2h07’, ma purtroppo il tempo ha scombussolato i miei piani. Vuol dire che ci riproverò l’anno prossimo”. Elija Karanja: “E’ stata una gara molto difficile, soprattutto quando siamo arrivati sul Ponte della Libertà a causa della pioggia e del vento forte, ma mi ha aiutato molto il calore del pubblico”. Domenico Ricatti: “Ho corso con il cuore e con le gambe per tutti i 42 chilometri, e per questo devo ringraziare il mio allenatore Piero Incalza che mi ha sempre dato le giuste indicazioni tecniche e motivazionali. Nonostante l’acqua e il vento è stata un’esperienza bellissima, grazie all’incitamento del pubblico lungo il percorso. Ho preso la medaglia di legno, ma visto che il Signore faceva il falegname, allora vuol dire che è un materiale molto prezioso! Ho già ricevuto l’invito per l’anno prossimo, sarò ben felice di tornare qui per migliorare il mio quarto posto e riprovare queste grandi emozioni”. Risultati Uomini 1. Kisang Philemon Kipchumba (KEN) 02:17:00 2. Masai Titus Kwemoi (KEN) 02:18:20 3. Karanja Elija (KEN) 02:19:41 4. Ricatti Domenico (ITA) 02:19:43 5. Awash Habtamu (ETH) 02:21:00 6. Korir Patrick Kiptanui (KEN) 02:24:58 7. Boudalia Said (ITA) 02:27:50 8. Rognoni Dario (ITA) 02:30:30 9. Simion Giancarlo (ITA) 02:30:46 10. Ndiwa Robert (KEN) 02:30:48 Donne 1. Bedada Emebt Etea (ETH) 02:38:09 2. Beriso Halima Hassen (ETH) 02:48:30 3. Jimma Fantu Eticha (ETH) 02:50:48 4. Carlin Monica (ITA) 02:54:13 5. Cunico Maurizia (ITA) 02:56:57 6. Gizzi Noemy (ITA) 03:01:06 7. Vecchiato Ambra (ITA) 03:01:14 8. Markley Pamela (USA) 03:01:33 9. Patuelli Francesca (ITA) 03:02:28 10. De Rose Rossella (ITA) 03:09:09

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Post 26 Ottobre 2012 In Notizie
Tre ore e mezza. Nel tempo in cui un buon runner riesce a concludere la maratona, una delle maratone più veloci e famose del mondo ha esaurito i pettorali disponibili.

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Post 16 Ottobre 2012 In Notizie
Geoffrey Mutai ha trionfato alla trentanovesima edizione della Maratona di Berlino in 2:04’15” con appena un secondo di vantaggio sul compagno di allenamenti Dennis Kimetto. Mutai ha stabilito la migliore prestazione mondiale dell’anno e grazie alla vittoria nella capitale tedesca e ai successi nelle maratone statunitensi di Boston e New York (entrambe con il record del percorso) ha conquistato il successo nel circuito delle World Marathon Majors per il biennio 2011/2012 intascando l’assegno da 500.000 dollari perché con i suoi 75 punti ha un vantaggio ormai incolmabile nella classifica generale. Al premio per la vittoria nelle Majors si aggiungono i 40.000 dollari per la vittoria a Berlino e il bonus di 30.000 dollari per essere riuscito a scendere sotto le 2:04’30”. Il terzo posto è andato al diciannovenne Geoffrey Kipsang, anche lui al debutto in maratona, in 2:06’12”. Mutai ha mancato di 37 secondi il record del mondo stabilito sullo stesso percorso dal connazionale Patrick Makau nella scorsa edizione con il tempo di 2:03’38”. Da sottolineare la grande performance cronometrica di Kimetto che ha fatto registrare la migliore prestazione per un debuttante in maratona. La partenza è stata data dal sindaco di Berlino Klaus Wowereit e dal campione del mondo e olimpico del lancio del disco Robert Harting in una mattinata di sole con una temperatura perfetta per correre di 10°C. C’era attesa per il possibile attacco al record del mondo sul percorso che ha regalato sette primati del mondo negli ultimi 15 anni. Il ritmo delle quattro lepri all’inizio della gara maschile non è stato velocissimo come nei piani e il passaggio alla mezza maratona è stato di 62’12” in ritardo rispetto alla tabella di marcia che prevedeva un’andatura da 1:01’40”. Alla testa della gara si è formato un quartetto formato da Geoffrey Mutay, Dennis Kimetto, Jonathan Mayo e Geoffrey Kipsang. Geoffery Mutai forza il ritmo in modo violento quando piazza un parziale di 2’43” nella frazione tra il 31 °e il 32° km e solo il compagno Kimetto, vincitore quest’anno della mezza maratona e della 25 km di Berlino, riesce a seguirlo. Si forma un duo di testa con Mutai e Kimetto, mentre Kipsang prova a seguirli, ma deve arrendersi al loro ritmo. I due al 33° km passano in 1:36’39”, in perfetta tabella di marcia per battere il record mondiale di Makau. Mutai e Kimetto percorrono la frazione di 5 km tra il 30° e il 35° km in 14’18”, pagando probabilmente lo sforzo nel finale. Al 40° km passano in 1:57'22", sette secondi al di sotto del passaggio del record, ma negli ultimi due chilometri si assiste ad una lotta per la vittoria che si decide solo sotto la porta di Brandeburgo e per questo l’attacco al record passa in secondo piano. Nel finale Kimetto si è arreso di fronte alla superiorità di Mutai. Mutai, già secondo a Berlino nel 2010 in 2:05’10 alle spalle di Patrick Makau, nell’edizione piovosa della maratona berlinese, ha vinto la terza grande maratona dell’ultimo biennio dopo i successi di Boston in 2:03’02” (tempo non omologato ai fini del record mondiale) e di New York nel novembre scorso in 2:05’06”. Ha conosciuto l’unico momento difficile lo scorso aprile, quando è stato costretto al ritiro alla maratona di Boston, che gli è costato la convocazione nella squadra olimpica del Kenya. “Potevamo battere il record del mondo, ma il ritmo all’inizio è stato un po’ lento. Inoltre ho avuto un problema alla gamba sinistra e ho cercato di amministrare le energie nel finale”, ha detto Mutai. Mutai e Kimetto hanno corso il quarto e il quinto miglior tempo di sempre. In tutta la stagione, finora nove atleti sono scesi sotto le 2:05’. Mai così tanti avevano corso sotto questo muro nella stessa stagione. La maratoneta etiope Aberu Kebede ha ripetuto il successo di due stagioni fa a Berlino correndo in 2:20’30” e confermando la grande prestazione fatta registrare alla maratona di Dubai. Due anni fa si impose in 2:23’58” sotto il diluvio. Ottima anche la connazionale Tirfi Tsegaye, seconda in 2:21’19” (personale migliorato di 30 secondi) davanti all’ucraina Olena Shuhrno (2:23’32”, nuovo record nazionale). Berlino è stata una grande festa per gli oltre 40.000 corridori che hanno affollato le strade della capitale tedesca. Come sempre Berlino ha richiamato una folla di spettatori lungo il percorso che tocca i luoghi più famosi come Unter den Linden, Ku’damm e la Potzdamer Platz con i modernissimi grattacieli progettati da Renzo Piano.

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