Nomi, tempi, gare e classifiche dei maratoneti italiani a cura di Correre. Il mensile dedicato al mondo della corsa e a tutto ciò che lo riguarda. Notizie, dati e curiosità. Correre è in edicola o può essere acquistato attraverso abbonamento

Maximaratona

Cerca un atleta

Cerca una gara

Post 01 Ottobre 2015 In Notizie

Ha destato non poca curiosità l'inconveniente capitato al vincitore della Berlin Marathon. Eliud Kipchoge ha vinto con il tempo di 2:04’01" che lo pone all’11° posto nella lista delle migliori prestazioni di sempre pur tagliando il traguardo con due inaspettate appendici giallo-neon penzolanti fuori dalle sue scarpe. Si è infatti verificata l’espulsione (quasi completa) dei sottopiedi dalle sue scarpe.

Abbiamo chiesto a Filippo Pavesi nostro esperto di scarpe da running, uno dei massimi conoscitori italiani della materia (vanta una specifica esperienza di progettazione e sviluppo di scarpe da gara per vari atleti di valore mondiale come, ad esempio, Paul Tergat o Moses Tanui) una spiegazione tecnica di quanto successo a Eliud Kipchoge.

"Sono rimasto stupito anche io - commenta - e dopo aver visionato varie immagini e alcune riprese ritengo di poter ipotizzare quanto segue: le solette sottopiede “incriminate” sono state stampate con un nuovo materiale, evidentemente non testato a sufficienza. Penso che sia un elastomero in forma espansa, a portanza molto bassa, dal comportamento paragonabile a quello di alcuni componenti in lattice di gomma usati in ortopedia. Potrebbe trattarsi di un nuovo compound di OBC (vedi l’articolo “Alla ricerca del sacro Graal”, su Correre di Settembre), oppure di un espanso siliconico, materiale tendenzialmente scivoloso.

Tali solette sono state stampate con una forma inferiore piuttosto stondata (anziché piatta), e -soprattutto- con una texture in alto rilievo lungo tutto il bordo posteriore inferiore. D’altro canto, la tomaia delle scarpe, anzichè in tessuto, è stata costruita con una costruzione a maglia(knit), con una foratura piuttosto larga anche nella zona attorno alla suola.

Ritengo quindi che a causare il disastro sia stata la sfortunata compresenza di questi 3 diversi elementi. Posso ipotizzare che il materiale della soletta abbia incominciato a scivolare, in seguito alla forte deformazione dovuta dallo schiacciamento conseguente ad ogni impatto sul terreno (e magari anche di una allacciatura non troppo tesa). Quindi le sporgenze presenti sulla texture della soletta, hanno incominciato ad interagire con i fori interni alla tomaia, di fatto “aggrappandosi” all’interno della scarpa; così la soletta ha cominciato la sua lenta risalita, senza però riuscire a terminarla del tutto, fino ad uscire dalla scarpa, perché ancora trattenuta dall’aderenza di alcuni elementi sporgenti.

E’ curioso anche notare che, in conseguenza del diverso impatto sul terreno del piede sinistro rispetto al destro di Eliud, anche le solette sono uscite diversamente: infatti nelle riprese, si può vedere il piede sinistro impattare con l’intera pianta, abbastanza in dietro, e lateralmente, con una successiva pronazione, piuttosto marcata, spingendo così la soletta sinistra ad uscire sul lato mediale della scarpa. Di contro, il piede destro, che impattava un po’ più in avanti, e con meno pronazione, ha espulso la soletta facendola uscire più posteriormente.

Paradossalmente, si potrebbe dire che se dei progettisti fossero incaricati di studiare proprio un sistema in grado di espellere i sottopiedi dalle scarpe, tale obiettivo non sarebbe per niente facile da raggiungere, mentre (a conferma della nota “legge di Murphy”: “se una cosa non deve succedere … di certo succede”) chi ha lavorato alle scarpe di Kipchoge ci è davvero riuscito!

In questo caso specifico credo che rispetto a qualsiasi test precedentemente effettuato, sia cambiato almeno uno dei 3 elementi citati (materiale, la sua texture, o la tomaia), e ritengo che tale cambiamento sia quello che ha innescato il problema.
Tanto di cappello, allora ad Eliud Kipchoge, per la prestazione eroica, non tanto per il tempo stratosferico con cui ha trionfato a Berlino, quanto per il dolore e la sofferenza extra che ha dovuto sopportare: in quelle impossibili condizioni, io non avrei completato neanche un giro dell’isolato !

T.J. Crawford, un portavoce della Nike, ha dichiarato: “Come aveva già fatto in precedenti gare, Eliud stava testando un prototipo di scarpe da gara su cui abbiamo lavorato insieme per diversi mesi. Come in ogni prototipo, in qualche caso, alcuni elementi possono risultare sbagliati. In questa occasione la soletta sottopiede non ha funzionato. Ma, come sempre nell’innovazione, impareremo in fretta anche dagli sbagli”.
Ha poi aggiunto che la Nike continuerà a lavorare con Kipchoge, e che sono contenti che abbia corso il suo record personale.

Eliud Kipchoge ha dichiarato: “Oggi, per me, non è stata una buona giornata con queste scarpe, anche se in realtà esse sono molto buone. Le avevo provate in Kenia, ma oggi sono stato sfortunato. Ho avuto problemi già dai primi chilometri, mentre il mio obiettivo di oggi era quello di fare il record mondiale, si vede che così non doveva essere”.
Ha anche chiarito che -a suo avviso- le scarpe sono le migliori che abbia mai usato, il solo sottopiede è da rivedere.

Informazioni aggiuntive

Post 17 Dicembre 2014 In Notizie

Kenenisa Bekele, tre volte campione olimpico e cinque volte campione mondiale sulle distanze dei 5.000 e dei 10.000 metri e detentore di 18 titoli mondiali individuali tra pista e cross, ha annunciato la sua partecipazione alla Maratona di Dubai del prossimo 23 gennaio. Il 32enne fuoriclasse etiope disputerà la terza maratona della sua carriera dopo la vittoria a Parigi dello scorso aprile in 2:05’04” e il quarto posto a Chicago in 2:05’51”. 

Numerosi maratoneti etiopi hanno scritto la storia della maratona di Dubai. Haile Gebrselassie ha vinto tre edizioni consecutive dal 2008 al 2010. Ayele Abshero detiene il record del percorso con 2:04’23”  del 2012. Nel 2013 Lelisa Desisa si impose in 2:04’45” tre mesi prima di vincere a Boston. Lo scorso anno Tsegaye Mekonnen ha stabilito la migliore prestazione per un atleta della categoria juniores con 2:04’32”. 

“Ho seguito la Maratona di Dubai da anni. So che Dubai ha un percorso velocissimo e sono stati realizzati grandi tempi. Passare dalla pista alla maratona non è stato facile. Ho imparato dalle prime due maratone a Parigi e Chicago e sarò meglio preparato a Dubai. Spero di poter attaccare il record personale e il record del percorso. Naturalmente ho sempre l’obiettivo di battere il record etiope di Haile Gebrselassie (2:03’59” a Berlino)” ha dichiarato Bekele durante la conferenza stampa di presentazione della maratona di Dubai. 

Il Direttore della Maratona di Dubai Peter Connerton pensa che Bekele possa contribuire ad accrescere la popolarità della maratona araba allo stesso livello in cui Haile Gebrselassie riuscì a influire positivamente sul successo di questo evento in occasione delle tre vittorie dal 2008 al 2010. Kenenisa ha avuto un debutto in maratona migliore rispetto a Haile e Paul Tergat - ha detto - Come Haile, Bekele si è dedicato alla maratona dopo aver dominato su tutte le distanze della pista a livello indoor e outdoor e enlla corsa campestre. Dubai è il luogo giusto per compiere un nuovo passo nella sua carriera di maratoneta”. 

Haile e Tergat hanno impiegato diverso tempo prima di imporsi nella maratona e diventare primatisti del mondo. Sono sicuro che Kenenisa sarà meglio preparato quando correrà a Dubai” ha invece dichiarato Jos Hermens, lo storico manager di Bekele. 

Dopo il quarto posto alla maratona di Chicago Bekele si allena sotto la guida del tecnico torinese Renato Canova che spiega “Kenenisa è un atleta che ha sempre corso forte nei cross invernali. Si è preparato duramente durante l’inverno per Dubai. Il breve periodo tra l’ultima gara di Chicago e Dubai potrebbe essere un vantaggio. Ha recuperato bene dalla fatica e potrebbe trarre vantaggio dal lavoro svolto per Chicago”. 

 

Informazioni aggiuntive

Post 26 Settembre 2014 In Notizie

Circa 40.000 podisti partono domenica mattina da Avenue of June 17 nel cuore del Tiergarten di Berlino, per la prima delle grandi maratone d’autunno. Gara velocissima: ben otto record del mondo sono stati battuti sotto la Porta di Brandeburgo. In nessun’altra maratona a livello mondiale sono stati stabiliti così tanti record mondiali. Nell’ultimo decennio Paul Tergat, Haile Gebrselassie, Patrick Makau e Wilson Kipsang hanno contribuito a riscrivere la storia della maratona firmando gli ultimi cinque record del mondo nella città tedesca.

La storia - Tergat divenne il primo atleta della storia a scendere sotto le 2:05’ con 2:04’55” nel 2003. Successivamente Haile Gebrselassie fermò il cronometro in 2:04’26” nel 2007 prima di diventare il primo uomo capace di abbattere il muro delle 2:04’ l’anno successivo. Nel 2011 Patrick Makau demolì il record di Gebre di 21 secondi con 2:03’38”. L’ultimo in ordine cronologico capace di battere il record del mondo a Berlino è stato Wilson Kipsang che lo scorso anno tagliò il traguardo in 2:03’23”. In campo femminile sono state due le donne in grado di entrare nel libro dei record correndo a Berlino. Si tratta di Tegla Loroupe (2:20’43” nel 1999) e Naoko Takahashi (2:19’46” nel 2001).

Gli uomini al via - L’edizione 2014 della BMW Berlin Marathon si preannuncia ancora una volta gara di altissimo livello con ben sei atleti in grado di correre sotto il muro delle 2:06’. Il tema di quest’anno è la rivincita di Chicago 2013, quando Dennis Kimetto si impose per sette secondi su Emmanuel Mutai in un eccellente 2h03’45”, a soli 23 secondi dal record di Kipsang.

Kimetto torna a Berlino dove due anni fa realizzò il tempo più veloce per un debuttante in maratona chiudendo in seconda posizione in 2:04’16” battuto di un secondo dal connazionale Geoffrey Mutai, in un arrivo al fotofinish che generò in molti il sospetto di una combine (Mutai vincendo si aggiudicò il jackpot da un milione di dollari in palio per il primo della classifica complessiva World Marathon Majors per il biennio 2011-12).

Domenica Kimetto si ritroverà a correre contro Emmanuel Mutai, che a Berlino fu medaglia d’argento ai Campionati del mondo del 2009. Mutai vanta un successo a Londra nel 2011 e una media dei suoi migliori cinque tempi di 2:05’32. A Chicago è sceso per l’ottava volta sotto le 2:07’.

Kimetto conosce bene le strade di Berlino avendo stabilito il record del mondo nella tradizionale gara primaverile di 25 km con 1:11’18” nel 2012.

Un altro pretendente alla vittoria sarà l’etiope Tsegaye Kebede, che ha vinto due volte a Londra nel 2010 e nel 2013 e a Chicago nel 2012 quando stabilì il record personale con 2:04’38”. Kebede si è aggiudicato la classifica complessiva delle World Marathon Majors nel biennio 2012 e 2013.

In gara ci saranno altri due atleti in grado di correre sotto le 2:06’. Si tratta di Levy Matebo, secondo alla maratona di Francoforte del 2011 in 2:05’16” alle spalle del formidabile 2:03’42” di Wilson Kipsang, e di Eliud Kiptanui, vincitore a sorpresa alla maratona di Praga nel 2010 in 2:05’39”.

Un altro protagonista in grado di inserirsi nella lotta per i primi posti è il campione del mondo di mezza maratona di Copenhagen 2014, Geoffrey Mutai Kamworor, che vanta personali straordinari come 2:06’12” ottenuto al debutto in maratona proprio a Berlino nel 2012 e 58’54” nella mezza maratona a Ras Al Kaimah nel 2013.

In ambito tedesco va sottolineata la presenza di Falf Cierpinski, figlio d’arte del due volte campione olimpico della maratona di Montreal 1976 e Mosca 1980 Waldemar Cierpinski. Il trentaseienne tedesco vanta un personale di 2:13’30” stabilito a Berlino nel 2008.

La gara delle donne - L’obiettivo delle due etiopi Tirfi Tsegaye e Feyese Tadese e della statunitense Shalane Flanagan è scendere sotto il muro delle 2:20’, traguardo finora raggiunto da diciotto atlete nella storia della maratona. Il magico muro delle 2:20’ è stato abbattuto finora cinque volte nelle quaranta edizioni svolte sulle strade di Berlino. L’ultima a riuscirci fu la keniana Florence Kiplagat nel 2011, quando tagliò il traguardo in 2:19’44” arrivando a 32 secondi dal primato del percorso detenuto dalla giapponese Mizuki Noguchi, vincitrice in 2:19’12” nel 2005. L’ultima vittoria tedesca risale al 2008 quando Irina Mikitenko si impose in 2:19’19.

Tirfi Tsegaye conosce bene le strade di Berlino dove fu seconda nel 2012 in un eccellente 2:21’19”. In carriera ha vinto tre importanti maratone: a Parigi nel 2012, a Dubai nel 2013 e a Tokyo nel 2014. Tsegaye vive ad Addis Abeba, ma proviene da Oromia, da sempre culla dei più grandi campioni etiopi. Da questa regione proviene anche Kenenisa Bekele.

La sua principale rivale domenica mattina sarà la sua compagna di allenamenti Feyese Tadese, vincitrice alla maratona di Parigi l’anno scorso in 2:21’06”. Solo tre etiopi nella storia sono scese sotto il muro delle 2:20’. Il primato nazionale è detenuto dalla campionessa olimpica di Londra, Tiki Gelana, che vinse a Rotterdam nel 2012 in 2:18’58”.

Shalane Flanagan è arrivata in anticipo a Berlino, venerdì scorso, con l’obiettivo dichiarato di battere il record statunitense realizzato da Deena Kastor alla maratona di Londra 2006 con 2:19’36”.

Flanagan ha stabilito il record personale correndo in 2:22’07” in occasione del settimo posto all’ultima maratona di Boston, dopo essere stata in testa fino al 30° km.

Il Giappone vanta una ricca tradizione a Berlino grazie a Mizuki Noguchi, Naoko Takahashi e Yoko Shibui che nell’ultimo decennio hanno infranto la barriera delle 2:20’ sotto la porta di Brandeburgo. La tradizione del Sol Levante potrebbe proseguire anche quest’anno con Kayoko Fukushi, che lo scorso anno ha corso in 2h24’21” alla maratona di Osaka, dove si è classificata seconda.

Un’altra atleta che conosce bene le strade di Berlino è l’etiope Tadelesh Bekele, che ha vinto la mezza maratona della città tedesca dello scorso marzo in 1:10’18” e la classica 10 km berlinese dello scorso ottobre in 30’38”, settimo miglior tempo della storia.

 

Il pubblico tedesco seguirà con particolare attenzione Anna Hahner, che lo scorso aprile ha vinto a Vienna in 2:28’59”, ma vanta un personale di 2:27’55” realizzato a Francoforte nel 2013. Hahner è una delle due gemelle tedesche allenate da Renato Canova. 

Informazioni aggiuntive

Post 25 Settembre 2014 In Notizie

La Franciacorta gli porta fortuna: dopo il successo di quest’estate alla maratona a tappe, Nicola Venturoli, bresciano che gareggia per la Free Zone, ha vinto anche la Maratona dell’acqua coprendo i 42,195 km da Pisogne a Iseo, lungo le sponde sia bresciana sia bergamasca del lago d'Iseo, in 2:31’10”. Alle sue spalle Enrico Fausti in 2:47’27” e Virginio Trentin in 2h51’00”.

Ma la Franciacorta, per gli stessi motivi, porta fortuna anche a Josephine Wangoi (Atl. Paratico), italiana di Brescia con origini keniane, che a sua volta, dopo la vittoria nella locale maratona a tappe, ha vinto senza difficoltà in 3:05’18”, bissando così il successo del 2013 . Alle sue spalle: Simona Giuliani in 3:10’11” e Sonia Opi in 3:14’42”.

Venturoli sta preparando la maratona di Valencia, la Wangoi quella di New York.

Insieme ai maratoneti hanno completato il percorso da Pisogne a Iseo anche le 200 squadre della maratona a coppie. Primo posto per il team denominato Paris School in 2:35’36” composto da Alberto Parigi e Marco Ferrari.

In contemporanea si è svolta a Iseo la Family Walking in favore dell’A.I.L., camminata solidale per famiglie con i bambini con l’intero ricavato donato all’Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma di Brescia. A Pisogne invece, in occasione della giornata mondiale dell’Alzheimer(domenica 21 settembre), si è svolta l’iniziativa denominata “Camminiamo Insieme per il Giardino d’Inverno”, dove il Giardino d’Inverno è la nuova struttura che completerà il reparto Alzheimer della RSA Di Pisogne. Da Darfo, alle 9.30, è partita la camminata/corsa (ludico-motoria) di 12 km lungo la pista ciclo-pedonale del fiume Oglio. Il tutto in collaborazione con i volontari dell’Associazione Alzheimer Camuno Sebino Onlus. Il tutto organizzato da Equipe Running in collaborazione con Rosa Associati.

Informazioni aggiuntive

Post 23 Settembre 2014 In Notizie

Due assoli hanno caratterizzato la 41ª edizione della maratona del Mugello, la più antica d‘Italia, disputata sabato 20 settembre: quelli di Hicham Boufars (2:24’48”) e di Anna Spagnoli (2:54’00”). I finisher sono 283, di cui  50 donne.  

Uomini

1. Hicham Boufars 2:24’48”: 2. J. Jamali 2:28’25”; 3. L. Cherkaoui 2:30’24”; 4. D. Scarabelli 2:48’12”; 5. M. Farnararo 2:53’14”; 6. M. De Togni 3:02’30”; 7. M. Turri 3:04’51”; 8. M. Lombardi 3:06’17”; 9. R. Villa 3:08’26”; 10. D. Shima 3:10’36”; 11. M. Preziosa 3:12’51”; 12. S. Manfrin 3:12’51”; 13. R. Toniatti 3:12’45”; 14. A. Barbetta 3:15’09”; 15. L. Ippolito 3:16’11”; 16. P. Sisti 3:21’16”; 17. L. Bichi 3:21’39”; 18. S.Scaramelli 3:22’11”; 19. A. Spagliardi 3:23’09”; 20. F.Susta 3:23’58”.   

Donne

 

1. A. Spagnoli 2:54’00”; 2. B. Cimmarusti 3:11’33”; 3. D. Furlani 3:18’19”; 4. S.Ceretto 3:20’35”; 5. I. Doko Marta 3:20’58”; 6. D.Tortora 3:24’54”; 7. A.Oznobkina 3:41’53”; 8. S.Gargani 3:42’08”; 9. L.Ricci 3:44’52”; 10. J.Savini 3:47’17”; 11. L.Lapi 3:48’54”; 12. F.Brachi 3:54’00”; 13. B.Versolato 3:58’25”; 14. L.Betti 3:59’08”; 15. A.Brevi 3:59’50”; 16. A.Agosti 4:01’02”; 17. L.Morozzi 4:09’23”; 18. E.Bulli 4:12’32”; 19. C.Candotti 4:12’49”; 20. C.Spataro 4:14’26”.   

Informazioni aggiuntive

Post 15 Dicembre 2013 In Notizie

La seconda parte della stagione della maratona italiana ha portato sotto i riflettori i maratoneti italiani. Dopo Reggio Emilia, con la vittoria di Palamini, è stato il turno di Massimo Leonardi, che ha vinto la Pisa marathon raggiungendo piazza dei Miracoli in 2:20’39” Tra le donne è giunta prima l’inglese Holly Rush in 2:41’50”. La corsa ha visto al via 2.195 concorrenti, tra mezza maratona e maratona. La 42,195 km ha contato alla fine 812 arrivati, cui si aggiungono i 1.185 che hanno portato a termine i 21,097 km.

Leonardi, trentino di Moena, è stato il primo italiano nelle ultime due edizioni della maratona di Firenze. A Pisa, nel sole di domenica 15 dicembre, ha inflitto 5’46” di distacco al marocchino Jamali Jilali (2:26’25”) e 5’50” al tedesco Andreas Strassner (2:26’29”). arrivato con un ritardo di 5’46” ed il tedesco.

«Temevo il marocchino Jilali più di tutti, è un osso duro, un atleta nervoso con  suoi repentini cambi di ritmo – ha commentato Leonardi -. Ho corso a Firenze solo tre settimane fa e non ero sicuro di aver recuperato bene tutte le energie. Ho preferito dunque stare coperto per farmi tirare dal gruppo fino al trentesimo chilometro. Al 35° siamo rimasti io e Jilali, ho provato ad incrementare il ritmo, sentivo di poter dare di più rispetto all’andatura che stavamo tenendo. Ho accelerato e ho visto che non ha risposto al mio attacco rimanendo arretrato.». Quinto il tre volte campione del mondo della 100 km Giorgio Calcaterra in 2:28’32”.

In campo femminile, alle spalle di Holly Rush sono arrivate la rumena Paula Claudia Todoran (2:43’17”) e Ilaria Zaccagni (2:47’18”).

Nella concomitante mezza maratona hanno vinto Paolo Gallo (1:08’57”) e un’altra inglese, Sarah Luise Cumber in (1:22’17”).

Da ricordare anche: l’allegria dei Maratonabili, che hanno corso tutta la mezza maratona spingendo diverse carrozzine di ragazzi disabili, Antonio Grotto (3:56’20”), che con Pisa 2013 ha corso la sua 719a gara tra maratone e ultramaratone, e il settantaduenne inglese Kay Danny(3:52’32”), classe 1941, che ha festeggiato la sua cinquecentesima maratona.

Donne - 1. Holly Rush (GBR) 2:41’52”; 2. Paula Claudia Todoran (ROM) 2:43’17”; 3. Ilaria Zaccagni 2:47’18”; 4. Hannah Oldroyd 8GBR) 2:57’22”; 5. Chantal Marzocchi 3:03’38; 6. Daniela Francesca Hajnal 3:04’00”; 7. Sabrina Roncaglia 3:07’32”; 8. Simona Giuliani 3:10’48”; 9. Jacqueline Lovari 3:11’30”; 10. Joanna Drewnicka-Ogrodnik (POL) 3:11’54”.

 

Uomini – 1. Massimo Leonardi 2:20’39”; 2. Jamali Jilali (MAR) 2:26’25”; 3. Andreas Strassner (GER) 2:26’29”; 4. El Fadil Soufyane (MAR) 2:28’14”; 5. Giorgio Calcaterra 2:28’32”; 6. Vincenzo Tanca 2:28’34”; 7. Francesco Bassano 2:31’02”; 8. Andrea Anselmi 2:34’37”; 9. Lewis Chalk (GBR) 2:34’57”; 10. Klaus Mariotti 2:36’27”.

Informazioni aggiuntive

Post 06 Dicembre 2013 In Notizie

Lo staff della maxiclassifica dei maratoneti italiani ha completato l’inserimento dei risultati della Firenze Marathon, disputata domenica 24 novembre. Il risultato è clamoroso: con 7.124 italiani classificati, la prova fiorentina è diventata la maratona più corsa dagli italiani nel 2013, superando per la prima volta la maratona di Roma, “ferma”, se così si può scrivere, a 6.188.

VISITA IL SITO www.maximarartona.it

Informazioni aggiuntive

Post 25 Novembre 2013 In Notizie

La prima notizia è che un bianco ha battuto gli africani. La seconda è che la Firenze marathon si è disputata in una giornata di sole. Il vincitore si chiama Oleksandr Sitkovskiy, trentacinquenne ucraino, dodicesimo ai Giochi di Londra. Il suo 2:09’14” (primato personale) è il secondo tempo mai realizzato a Firenze dopo il 2:08’40” firmato dal keniota James Kutto nel 2006.

 

Massimo Leonardi, 12° in 2:21’39”, è risultato il primo degli italiani, anche a seguito del ritiro di Francesco Bona.

Sitkovskiy ha vinto con un distacco sorprendente: 3’ sui keniani Geoffrey Ndungu e Kiprop Limo, ottimo specialista della mezza maratona (59’56” alla Roma Ostia, primo alla Stramilano).

Passaggio alla mezza maratona in 1:04’38”, con le lepri William Kororia ed Emmanuel Sukuku a guidare Limo, Ndungu e l’etiope Teferi Wodayo. Sitkovskiy a quel punto era staccato di 18”, ma al passaggio ai 25 km (1:16’47”) ha ridotto lo svantaggio a 5” per poi rifilarne 15 all’altezza del 30° mille (1:32’02”). Il divario è cresciuto progressivamente: ai 40 km ammontava già a 2’30”.

Abeba Gebremeskel ha conquistato il quarto successo etiope consecutivo, firmandolo con il tempo di 2:30’37”, quinta migliore prestazione mai realizzata a Firenze. L’egemonia dell’Etiopia nel capoluogo toscano è iniziata nel 2010 con Firehiwot Dado, che si impose in 2:28’58 prima di vincere nei mesi successivi a Roma e a New York.

Gebremeskel è passata alla mezza maratona insieme alla connazionale Lamelem Yachem in 1:15’30” con 5” di vantaggio sulla marocchina Hanene Janat, che si è poi classificata al secondo posto (2:36’01”) come nel 2011 e 2012.

Il trentennale della classica fiorentina è stato festeggiato con il record degli arrivati (9.289) e con iniziative come la staffetta 30 x 1 km, svoltasi allo Stadio Luigi Ridolfi in Campo di Marte e vinta dalla Toscana Atletica  davanti alla Corri per la Gloria, con i cui colori ha partecipato anche la maratoneta Gloria Marconi, terza classificata alla Firenze Marathon del 2011.

 

La vice campionessa mondiale di maratona, Valeria Straneo, ha invece partecipato alla corsa con i Maratonabili, spingendo gli atleti disabili in carrozzina, che sono giunti sul traguardo in Piazza Santa Croce in 5:30’. 

Informazioni aggiuntive

Post 20 Novembre 2013 In Notizie

La crisi della maratona italiana sembrava irreversibile: Carpi, Verona e Venezia avevano tutte fatto segnare un calo dei partecipanti. La situazione era apparsa ancora più negativa alla luce dei risultati di New York: sono stati 1.807 i nostri connazionali che hanno raggiunto il traguardo in Central Park, contro i 2.809 che erano pronti a farlo nel 2012, quando poi la gara è stata sospesa. Di quei 1.807 di quest’anno ben 1.331 hanno corso in quell’occasione la prima 42,195 km del 2013, pari al 73% del totale dei componenti la spedizione americana.

Quindici giorni dopo, ecco l’inversione di tendenza: la Turin Marathon ha fatto registrare 3.450 arrivati, 123 in più del 2012.Di questi, 1.724 uomini e 252 donne risultano, sempre dal database di maximaratona.it, aver corso sotto la Mole la propria prima maratona dell’anno.

Un altro importante tassello alla risalita del “totalone” dei maratoneti italiani del 2013 lo ha fornito la gara di Valencia, dove, sempre domenica 17 ottobre, 851 nostri connazionali si sono diplomati finisher (erano 633 nel 2012). E domenica ci attende la Firenze Marathon, con i suoi 11.172 pettorali andati esauriti già dalla settimana scorsa.

Informazioni aggiuntive

Post 10 Agosto 2013 In Notizie
La prima giornata dei Mondiali di Mosca sorride all'italia, che mette in medagliere l'argento conquistato nella maratona da Valeria Straneo (tempo: 2:26'57"), alle spalle della keniota Edna Kiplagat (2:25'44"), che bissa così il titolo iridato del 2011. Valeria ha condotto e fatto selezione per 40 chilometri, prima di cedere all'allungo decisivo della campionessa del mondo in carica, quando mancavano, appunto, 2,195 km alla fine. Bronzo alla giapponese Fukushi (2:27'45") e ottimo sesto posto per Emma Quaglia (2:34'16"), capace di una prodigiosa rimonta, partita dalla trentaduesima posizione in cui era stata contata al passaggio dal primo dei tre giri in cui si articolava il percorso. Per la Straneo, 37 anni, si tratta del risultato più importnte della carrira, dopo l'ottavo posto centrato lo scorso anno ai Giochi olimpici di Londra. Per l'Italia della maratona donne è il ritorno sul podio iridato 18 anni dopo Ornella Ferrara (bronzo a Goteborg 1995). Una medaglia d’argento, quella della Straneo, impensabile fino a qualche anno fa, quando la trentasettenne piemontese, nata ad Alessandria il 5 Aprile 1976, non era ancora approdata all'alto livello di rendimento di queste ultime stagioni, da quando, con la drastica soluzione dell'asportazione della milza ha risolto il problema della sferocitosi ereditaria. La gara si è svolta in una giornata calda con una temperatura di 27°C e un’umidità del 66%.

Informazioni aggiuntive

Pagina 11 di 12

Sei qui: Home Visualizza articoli per tag: maratona

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione