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Post 15 Aprile 2019 In Notizie


Il keniano Lawrence Cherono e l’etiope Workenesh Degefa hanno conquistato il successo nella centoventitreesima edizione della Maratona di Boston.

Cherono, atleta del team di Gabriele Rosa, ha vinto la gara maschile in 2h07’57” davanti all’etiope Lelisa Desisa, al termine di un avvincente finale. Kenneth Kipkemoi ha completato il podio in 2h08’07” precedendo il connazionale Felix Kandie e il campione del mondo di Londra 2017 Geoffrey Kirui, rispettivamente quarto e quinto (stesso tempo di 2h08’54”); sesto Philemon Rono (2h08’56”).

Primo degli statunitensi il sorprendente Scott Fauble (2h09’08”) davanti al connazionale Jared Ward, sceso a sua volta al di sotto delle 2h10’ con 2h09’25”. Yuki Kawauchi, vincitore della passata edizione, ha terminato la prova al diciassettesimo posto in 2h15’29”; dodicesimo l'altro giapponese Hiroto Inoue (2h11’53”). 

Un gruppo composto da quindici atleti ha preso la testa della gara nelle fasi iniziali. La gara è entrata nel vivo quando sono rimasti in otto al 35km dopo passaggi da 30’21” al 10 km, 1h01’15” al 15 km, 1h04’28” al 21 km e 1h31’59” al 30 km. Il gruppo di testa si è ridotto a tre atleti Cherono, Desisa e Kipkemoi dopo il passaggio sull’Heartbreak Hill. A 300 metri dalla fine il primo a cedere terreno è stato Kipkemoi e sono rimasti da soli Desisa (due volte vincitore nel 2013 e nel 2015) e Cherono, che hanno ingaggiato uno spettacolare duello spalla a spalla. In un arrivo al fotofinish ha prevalso Cherono per due soli secondi. Cherono vanta un personale di 2h04’06” stabilito in occasione della seconda vittoria consecutiva ad Amsterdam nel 2018.

LA GARA FEMMINILE
Nella gara femminile Wokenesh Degefa si è imposta con 2h23’31” con una gara in solitaria rispettando i favori dei pronostici. 

Degefa è transitata in 50’21” al 15 km, in 1h10’40” al 21 km, in 1h23’43” al 25 km, in 1h40’48” al 30 km, in 1h58’17” al 35 km e in 2h15’43” al 40 km. Edna Kiplagat, vincitrice a Boston nel 2017 e due volte campionessa mondiale a Daegu 2011 e a Mosca 2013, ha chiuso in seconda posizione in 2h24’13” davanti alla statunitense Jordan Hasay (2h25’20”), all’altra etiope Meskerem Assefa (2h25’40”) e alla vincitrice della passata edizione Desiré Linden (2h27’00”).

L’atleta etiope ha preso la testa della gara al 10 km e ha accumulato un vantaggio di 2’27” al 21 km e di 2’59” sulle inseguitrici al 30 km. Nelle fasi finali della gara Kiplagat ha progressivamente ridotto lo svantaggio portandosi a 2’26” al 35 km e 1’08” al 40 km, ma Degefa ha difeso il primo posto tagliando il traguardo con 42 secondi di vantaggio su Kiplagat.

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Post 12 Aprile 2019 In Notizie

La Maratona di Boston in programma come da tradizione nel Patriot’s Day di Lunedì si preannuncia come una gara degna della tradizione della più antica gara di 42 km del mondo. Il cast annunciato dagli organizzatori presenta nove vincitori delle precedenti edizioni della Maratona di Boston e sei atleti con un personale al di sotto delle 2h06’ in campo maschile e sei top runner in grado di abbattere la barriera delle 2h21’ a livello femminile. 

Il giapponese Yuki Kawauchi difenderà la vittoria dell’anno scorso in un’edizione caratterizzata da una giornata da tregenda con pioggia, vento e freddo invernale. Il nipponico, diventato ora atleta professionista, affronterà nuovamente il secondo classificato dell’anno scorso Geoffrey Kirui, campione del mondo a Londra 2017.

Kawauchi ha corso più di 80 volte al di sotto della barriera delle 2h20’. Di recente ha corso in 2h09’21” alla maratona giapponese di Beppu Oita dello scorso Marzo. Di recente il “citizen runner” ha lasciato la sua attività lavorativa di impiegato statale della scuola della Prefettura di Saitama per firmare un contratto con ASICS. Per Domenica si prevedono ancora cattive condizioni climatiche simili a quelle dell’anno scorso e questo potrebbe favorire il maratoneta giapponese. Kawauchi non sarà l’unico nipponico in gara perché sarà presente anche Hiroto Inoue, quinto a Tokyo in 2h06’54” e vincitore agli Asian Games 2018 di Giacarta.

La lista dei vincitori delle edizioni passate della Maratona di Boston comprende gli etiopi Lelisa Desisa (due volte primo nel 2013 in 2h10’22” e nel 2015 in 2h09’17”, trionfatore a New York in 2h05’59” lo scorso Novembre, e autore di un eccellente 59’52” alla mezza maratona di Copenaghen nel 2018), Lemi Berhanu (primo nel 2016 in 2h12’45”) e il keniano Wesley Korir (primo nel 2012 in 2h12’40” e terzo nel 2016). Nelle undici maratone disputate Desisa ha vinto quattro maratone ed è arrivato secondo in tre altre gare sulla distanza dei 42 km.

Tra i favoriti vanno annoverati anche tre atleti con personali al di sotto delle 2h05 del calibro di Lawrence Cherono (vincitore alla maratona di Amsterdam nel 2017 in 2h05’09” e nel 2018 in 2h04’06” e ad Honolulu), di Sisay Lemma (2h04’08” a Dubai nel 2018, uno dei tre atleti in grado di scendere due volte al di sotto della barriera delle 2h05’ nel 2018 e secondo alle spalle di Galen Rupp in 2h07’08” a Praga 2018) e Solomon Deksisa (2h04’40” ad Amsterdam nel 2018 e vincitore nelle maratone di Mumbai in 2h09’34” ed Amburgo in 2h06’34” nel 2018).

Il cast dei top runner è completato dall’eritreo Ghirmay Ghebrselassie (campione del mondo a Pechino 2015 e trionfatore a New York nel 2016), dal sei volte campione del mondo della mezza maratona Zersenay Tadese, dai keniani Festus Talam (vincitore ad Eindhoven in 2h0’13” e quarto a Rotterdam nel 2017), Kenneth Kipkemoi (primo a Rotterdam 2018 in 2h05’44”) e Benson Kipruto (terzo a Seul in 2h07’11” e primo a Toronto in 2h07’24” a Toronto nel 2018), dagli statunitensi Dathan Ritzenheim (2h07’46” di primato personale) e Abdi Abdirahaman e Shadrack Biwott (terzo a Boston lo scorso anno).

In campo femminile saranno presenti cinque atlete con un personale al di sotto delle 2h21’. Desirée Linden difenderà il successo della passata edizione affrontando Edna Kiplagat (due volte campionessa mondiale 2011 e 2013, vincitrice di Boston 2017 e quarta a Berlino nel 2018 in 2h21’18”a 39 anni), Sharon Cherop e Caroline Rotich, prime a Boston rispettivamente nel 2012 e nel 2015, e tre atlete con un personale al di sotto delle 2h20’: la tre volte vincitrice di Dubai Aselefech Mergia, Mare Dibaba (campionessa mondiale di Pechino 2015 e bronzo olimpico a Rio de Janeiro 2016 e due volte seconda a Boston nel 2014 e 2015) e la vincitrice di Dubai 2017 Worknesh Degefa. Il cast è completato dalla vice campionessa olimpica dei 10000 metri di Londra 2012 Sally Kipyego, da Betsy Saina (vincitrice della maratona di Parigi 2018 in 2h22’56”), dalle etiopi Meskerem Assefa (vincitrice a Francoforte nel 2016 in 2h20’36”), Belaynesh Olijra (bronzo ai Mondiali di Mosca 2013 sui 10000 metri) e Marta Megra (seconda a Toronto 2018 in 2h22’35”) e dalle statunitensi Jordan Hasay (terza a Chicago e a Boston nel 2017) e Sara Hall. Debutta in maratona la keniana Mary Wacera, che vinta un personale sui 21 km di 1h06’29” ed è salita sul podio ai Mondiali di mezza maratona nel 2014 e nel 2016.

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Post 13 Aprile 2018 In Notizie


Si disputa il 16 Aprile la 122^ edizione a Maratona di Boston con partenza da Hoptinkton e arrivo in Copley Square. Come ogni anno dal 1897 la classica del Massachussets si svolge nel terzo Lunedì di Aprile nel Patriot’s Day, che commemora l’inizio della Guerra d’Indipendenza americana. La gara maschile presenta un cast di livello più alto rispetto agli anni passati con i primi due classificati degli ultimi Mondiali di Londra (il vincitore dell’edizione 2017 Geoffrey Kirui e Tamirat Tola), il secondo classificato del 2017 Galen Rupp e due altri vincitori del recente passato Lemi Berhanu e Lelisa Desisa.

Galen Rupp inseguirà il primo successo della sua carriera a Boston dopo il secondo posto della passata edizione in 2h09’58” alle spalle del campione del mondo di Londra 2017 Geoffrey Kirui. Il fuoriclasse statunitense è salito due volte sul podio alle Olimpiadi vincendo l’argento sui 10000 metri a Londra 2012 e il bronzo nella maratona a Rio de Janeiro 2016. Lo scorso Ottobre è diventato il primo maratoneta nato negli Stati Uniti in grado di vincere la classica 42 km di Chicago negli ultimi 35 anni stabilendo il record personale con 2h09’20”. In avvicinamento alla Maratona di Boston Rupp ha conquistato il successo alla Roma Ostia Half Marathon in 59'47”.

Rupp rinnoverà il duello dell’anno scorso con Geoffrey Kirui, che si impose con 21 secondi di vantaggio in 2h09’37” nella terza maratona della sua carriera pochi mesi prima di laurearsi campione mondiale a Londra. Kirui è allenato dal tecnico piemontese Renato Canova. Kirui ha un personale di 2h06’27” stabilito ad Amsterdam nel 2016 e vanta anche una medaglia di bronzo sui 10000 metri ai Mondiali Juniores di Barcellona 2012.

Tornano a Boston i due etiopi Lemi Berhanu e Lelisa Desisa, che hanno contribuito a scrivere la storia recente di questa manifestazione vincendo tre delle ultime cinque edizioni.

Berhanu vinse l’edizione 2016 della Maratona di Boston in 2h12’45” ma ha corso più forte sul più veloce percorso di Dubai nel 2016 quando fermò il cronometro in 2h04’33” arrivando secondo a nove secondi dal vincitore Tesfaye Abera. Debuttò in maratona nel 2014 con un successo alla Maratona di Zurigo in 2h10’40” e si impose pochi mesi dopo a Dubai nel Gennaio 2015 vincendo a sorpresa in 2h05’28”. Lelisa Desisa, originario della Regione di Oromia, debuttò in maratona nel 2013 con un successo a Dubai in 2h04’45” tre mesi prima di imporsi a Boston in 2h10’22”. Nello stesso anno conquistò la medaglia d’argento ai Mondiali di Mosca. Lilesa bissò il successo a Boston due anni dopo in 2h09’17” e si piazzò secondo nel 2016 alle spalle di Berhanu. Lo scorso anno si è classificato terzo alla maratona di New York alle spalle di Geoffrey Kamworor e Wilson Kipsang.

Un altro etiope in grado di lottare per il successo è Tamirat Tola, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 sui 10000 metri e vincitore della maratona di Dubai nel 2016 con il record del percorso di 2h04’11”. Lo scorso anno il vincitore della Boclassic di Bolzano 2016 ha conquistato la medaglia d’argento ai Mondiali di Londra alle spalle di Kirui. Tola ha già corso una maratona nel corso del 2018 sempre a Dubai dove ha sfiorato il suo personale con 2h04’11” arrivando a sei secondi dal vincitore.

Nella starting list sono presenti anche quattro top runners keniani, che hanno corso al di sotto delle 2h07’ nel 2017. Si tratta di Norbert Kigen, Evans Chebet, Felix Kandie e Philemon Kandie. Felix Kandie si è classificato secondo a Seul in 2h06’03” e a Berlino in 2h06’13” nel 2017. Lo scorso Febbraio si è classificato quarto alla mezza maratona di Napoli in 1h02’04”. Norbert Kigen ha stabilito il record personale con 2h05’13” ad Amsterdam lo scorso Ottobre, si è classificato quarto a Seul nel 2017 in 2h06’07”. Ha un personale di 59’42” sulla mezza maratona, distanza sulla quale si è classificato terzo a Napoli lo scorso Febbraio in 1h01’43”. Evans Chebet é sceso per la prima volta in carriera sotto le 2h06’ fermando il cronometro in 2h05’30” in occasione del secondo posto alla maratona di Valencia. Chebet si è classificato terzo a Berlino nel 2016 alle spalle di Wilson Kipsang e Kenenisa Bekele e quarto a Tokyo nel 2017. Philemon Rono debutta in una maratona delle World Majors dopo l’ottavo posto a Rotterdam in 2h09’22” e il successo a Toronto con il record personale di 2h06’52” nel 2017. Rono si allena insieme a Eliud Kipchoge e Geoffrey Kamworor nel gruppo seguito dall’ex grande siepista Patrick Sang.

In chiave europea da sottolineare la presenza del tedesco Arne Gabius, che disputerà la prima maratona al di fuori del Vecchio Continente. Gabius realizzò il record tedesco con 2h08’33” a Francoforte nel 2015.

Kiplagat e Mergia contro Flanagan nella gara femminile


La sfida tra le africane Edna Kiplagat e Aselefech Mergia e la statunitense Shalane Flanagan sarà il tema principale della gara femminile.
Edna Kiplagat difenderà il successo della passata edizione quando si impose in un ottimo 2h21’52 davanti alla portacolori del Barhein Rose Chelimo e alla statunitense Jordan Hasay sull’impegnativo percorso della città del Massachussets. La trentottenne maratoneta keniana vanta uno straordinario palmares comprendente i due titoli mondiali vinti a Daegu 2011 e a Mosca 2013, l’argento nella rassegna iridata di Londra 2017, le vittorie a Boston, Londra e New York e un record personale di 2h19’50”. Lo scorso Novembre coronò un eccellente 2017 classificandosi quarta alla Maratona di New York nella gara vinta da Shalane Flanagan.

La trentaseienne statunitense conquistò la maratona di New York in 2h26’53” davanti alla grande Mary Keitany diventando la prima maratoneta a stelle e strisce ad imporsi nella Grande Mela dal 1977. La top runner nativa a Boulder in Colorado ha vinto le medaglie d’argento sui 10000 metri alle Olimpiadi di Pechino 2008 e di bronzo ai Mondiali di Cross 2011. Nel Settembre 2014 Flanagan ha stabilito il record personale e la seconda migliore prestazione statunitense di sempre con 2h21’14 in occasione del terzo posto alla Maratona di Berlino. Solo Deena Kastor ha corso più velocemente a livello statunitense con 2h19’36” a Londra nel 2006.

Flanagan guida le “Big 4” della maratona statunitense comprendente anche Jordan Hasay, Molly Huddle e Desi Linden all’assalto delle africane. Una vittoria statunitense a Hopkinton manca a Boston dall’edizione del 1985 quando si impose Lisa Rainsberger.

Hasay proverà a migliorare il terzo posto della passata edizione quando taglio il traguardo in 2h23’00” (il debutto più veloce di una statunitense al debutto in maratona). Nel corso del 2017 la ventiseienne maratoneta statunitense coronò un’ottima annata ripetendo il terzo posto in 2h20’57” a Chicago lo scorso Ottobre. Lo scorso Gennaio Hasay realizzò un buon 1h08’38” nella mezza maratona a Houston.

Desi Linden si è classificata settima nel 2016 in 2h26’08” e quarta nel 2015 in 2h25’39” e nel 2017 in 2h25’06” nelle precedenti partecipazioni alla Maratona di Boston. Molly Huddle corse l’unica maratona della sua carriera a New York nel 2016, quando si classificò terza in 2h28’13 poche settimane dopo aver stabilito il record personale sui 10000 metri in pista con 30’13”17 alle Olimpiadi di Rio de Janeiro.

L’atleta più veloce tra le partenti è l’etiope Aselefech Mergia, che ha ottenuto il primato personale di 2h19’31”. La maratoneta etiope ha vinto tre volte a Dubai nel 2011, 2012 e 2015 e si è classificata prima nel 2010 e terza nel 2017 a Londra. Le altre due atlete in grado di lottare per la vittoria finale sono la keniana Caroline Rotich, vincitrice a Boston nel 2015, e l’etiope Mamitu Daska, prima a Francoforte in 2h25’37” e terza lo scorso anno a New York alle spalle di Flanagan e Keinany.

Per la giornata di Lunedì si prevede una giornata di pioggia e vento. Come negli anni scorsi la gara di Boston si svolgerà senza lepri e non si andrà a caccia delle grandi prestazioni cronometriche ma conterà soprattutto la lotta per la vittoria.

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Post 15 Aprile 2017 In Notizie

Sarà una Pasquetta ricca di appuntamenti per gli appassionati di maratona. Tra le tante corse in programma spicca soprattutto la centoventunesima edizione della Maratona di Boston, in calendario come da tradizione nel Lunedì del Patriot’s Day.

Entrambi i vincitori etiopi della passata edizione Lemi Berhanu Hayle e Atsede Baysa torneranno sulle strade della città del Massachussets per difendere il titolo conquistato l’anno scorso.

La gara maschile presenta cinque atleti con un primato personale al di sotto delle 2h05’, anche se soltanto uno di questi è riuscito a confermarsi a questi livelli nel corso degli ultimi due anni.

Il ventiduenne Lemi Berhanu Hayle ha vissuto un 2016 da assoluto protagonista grazie al secondo posto a Dubai con il record personale di 2h04’33” e il successo a Boston in 2h12’45” ma non è andato oltre il tredicesimo posto alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Nel 2017 ha già vinto una maratona a Xiamen in 2h08’37”. In carriera ha vinto cinque delle otto maratone disputate. Oltre al successo di Boston si impose a Dubai e a Varsavia nel 2015. Ritorna a Boston anche il connazionale Yemane Tsegay, che andò vicino alla vittoria nel 2015 classificandosi secondo alle spalle di Lelisa Desisa e ottenne il terzo posto l’anno scorso e la medaglia d’argento ai Mondiali di Pechino 2015. Tsegay vanta un personale di 2h04’48” stabilito a Rotterdam nel 2012.

Un altro atleta in grado di salire sul podio della maratona di Boston è Wilson Chebet, secondo nel 2014 alle spalle di Meb Keflezighi e terzo nel 2015. Il trentunenne keniano ha stabilito il record personale di 2h05’27” a Rotterdam nel 2011. Vanta un record di 59’15” sulla mezza maratona e un secondo posto sul difficile percorso della maratona di Honolulu.

Gli altri protagonisti:

Sammy Kitwara (personale di 2h04’48” stabilito nel 2012) ha una solida reputazione nelle maratone statunitensi essendo salito sul podio di Chicago quattro volte. Nel 2016 ha corso due maratone molto ravvicinate a Amsterdam (secondo in 2h05’45”) e a Taipei (primo in 2h09’59”). Ha corso nove volte sotto le 2h10’ nelle dieci maratone disputate in carriera. Al debutto a Boston si piazzò sesto in 2h16’43”.

Emmanuel Mutai ha ottenuto sette piazzamenti d’onore in maratone World Majors, un personale di 2h03’13” a Berlino nel 2014 e un successo a Londra nel 2011. Nelle ultime quattro maratone disputate il trentaduenne keniano è sceso sotto le 2h10” soltanto una volta. Disputerà la ventunesima maratona in carriera. Dino Sefir vanta un personale di 2h04’50” ottenuto a Dubai nel 2012 e due successi in maratona nel 2016 a Barcellona in 2h09’31” e a Ottawa in 2h08’31”. Sempre dall’Etiopia arriva Sisay Lemma, primo a Francoforte nel 2016, quarto a Dubai nel 2016 in 2h05’16”, quarto a Berlino nel 2016 in 2h06’56” e terzo a Dubai nel 2017 in 2h08’04”. Il ventiquattrenne Geoffrey Kirui, medaglia di bronzo ai Mondiali Juniores nel 2012 sui 10000m, ha debuttato in maratona con un terzo posto a Rotterdam in 2h07’23”. Successivamente si è migliorato a Amsterdam correndo in 2h06’27”.

Wesley Korir conosce bene il percorso di Boston, dove ha collezionato un successo nel 2012 e un quarto posto nel 2016 ma è sceso al di sotto delle 2h10’ soltanto una volta nelle ultime sette maratone disputate.

Le speranze del pubblico statunitense saranno riposte su Galen Rupp, che farà il debutto a Boston otto mesi dopo la medaglia di bronzo nella maratona conquistata alle Olimpiadi di Rio de Janeiro pochi giorni dopo il quinto posto sui 10000m. L’atleta allenato da Alberto Salazar si è classificato undicesimo nella mezza maratona di Praga in 61’59” nell’ultimo test agonistico in una gara condizionata da problemi al piede. Il bronzo olimpico dei 10000m di Londra 2012 potrebbe diventare il primo statunitense nato su suolo americano in grado di imporsi a Boston dai tempi di Greg Meyer nel 1983.

Il quarantunenne statunitense nato in Eritrea Meb Keflezighi torna a Boston dove si impose nel 2014 in 2h08’37”. In carriera Meb vanta un successo e un quarto posto a New York rispettivamente nel 2009 e nel 2014, un argento olimpico a Atene 2004 alle spalle di Stefano Baldini e un quarto posto alle Olimpiadi di Londra 2012. Più di recente si è classificato settimo a New York nel 2015 e secondo ai Trials Olimpici di maratona per i Giochi di Rio.

Gara femminile:

La gara femminile vedrà al via tre atlete in grado di scendere in carriera al di sotto delle 2h20’ e la campionessa in carica Atsede Baysa. Si tratta delle keniane Gladys Cherono e Edna Kiplagat e dell’etiope Buzunesh Daba.

La trentatreenne Cherono ha ottenuto un secondo posto a Dubai nel 2015 in 2h20’03” e un successo nell’edizione 2015 della maratona di Berlino con ii record personale di 2h19’25”. E’ scesa sotto il muro delle 1h07’ nella mezza maratona tre volte e ha vinto la medaglia d’argento ai Mondiali di Mosca 2013 sui 10000m. La campionessa mondiale di mezza maratona di Copenaghen 2014 ha corso uno dei migliori tempi di sempre al debutto in una maratona con 2h20’03” a Dubai due anni fa. Sulla mezza maratona ha realizzato il settimo miglior tempo di sempre con 66’07” a Ras Al Khaimah nel 2016. Ha corso in 67’01” nell’ultima edizione della Roma Ostia Half Marathon.

Baysa si impose lo scorso anno in 2h29’02” sul difficile percorso di Boston con 44 secondi di vantaggio sulla seconda classificata (il margine più ampio dal 2005 quando si impose Catherine Ndereba) ma in carriera è stata in grado di correre in 2h22’03” a Chicago nel 2012. E’ dai tempi della doppietta di Ndereba nel 2004 e nel 2005 che un’atleta non è più riuscita a vincere in due edizioni consecutive della maratona di Boston.

Edna Kiplagat ha collezionato successi prestigiosi a New York nel 2010, Londra nel 2014 e in due edizioni dei Campionati del Mondo a Daegu 2011 e a Mosca 2013. Nel 2016 è salita sul podio a Tokyo (terza in 2h22’36”) e a Chicago (seconda in 2h23’28”).

Buzunesh Deba è una vecchia conoscenza delle maratone degli Stati Uniti, paese dove vive da tanti anni. L’etiope residente a New York si aggiudicò la maratona di Boston nel 2014 in 2h19’59” dopo la squalifica per doping di Rita Jeptoo. Nel 2015 è arrivata a 14 secondi dal successo a Boston dopo essere stata nel gruppo di testa per 25 miglia. Lo scorso anno si è classificata terza a Honolulu. Vanta due secondi posti a New York.

Tra le altre protagoniste della maratona di Boston vanno ricordate Caroline Rotich, vincitrice a Boston nel 2015, Brigid Kosgei, prima a Milano in 2h27’45”, seconda a Lisbona in 2h24’45” (record personale) e prima a Honolulu nel 2016, la rappresentante del Barhein Rose Chelimo, prima a Seul in 2h24’14” e ottava alle Olimpiadi di Rio in 2h27’36”, l’etiope Ruti Aga, autrice di un personale di 2h24’41” a Berlino nel 2016 e la portacolori del Burundi Diane Nukuri, quinta a New York nel 2016 e autrice di un personale di 2h27’50”.

Gli Stati Uniti saranno rappresentati da Desi Linden, atleta dal personale di 2h22’36” alla maratona di Boston nel 2011 e settima alle Olimpiadi di Rio in 2h26’08”, e Jordan Hasay, che debutta sulla distanza dopo essere diventata la terza statunitense della storia in grado di scendere sotto il muro dei 68 minuti sulla mezza maratona a Praga con 67’55”.

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