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Post 05 Maggio 2019 In Notizie


Grande impresa della maratoneta israeliana Lonah Salpeter Chemtai, che ha trionfato alla Maratona di Praga in uno straordinario 2h19’46” diventando la terza europea della storia a scendere al di sotto della barriera delle 2h20’ dopo la Paula Radcliffe (in occasione del record del mondo di 2h15’25” realizzato a Londra nel 2003) e la tedesca Irina Mikitenko (2h19’19” nel 2008 a Berlino). Lo scorso Novembre Salpeter aveva firmato il precedente record personale con 2h24’17” alla Maratona di Firenze.

La rappresentante del Barhein Shitaye Eshete si è classificata seconda in 2h22’39” precedendo l’etiope Genet Yalew (2h24’34”).

La valdostana Catherine Bertone ha tagliato il traguardo in un ottimo settimo posto in 2h31’07 il giorno prima del suo quarantasettesimo compleanno. Nella sua carriera la portacolori dell’Atletica Sandro Calvesi vanta un personale di 2h28’34” realizzato alla Maratona di Berlino 2017. Con questo tempo ha stabilito il record del mondo master W45. Bertone è transitata in 35’02” al 10 km, in 52’37” al 15 km, in 1h10’33” al 20 km, in 1h14’19” alla mezza maratona, in 1h28’13” al 25 km, in 1h46’25” al 30 km, in 2h04’44” al 35 km e in 2h23’00” al 40 km.

Sono contenta di averla portata a casa. E’ un’esperienza in più. C’è sempre qualcosa di nuovo da imparare e in questa gara non si inventa nulla. Sinceramente mi aspettavo qualcosa di meglio sulla base degli ultimi allenamenti, pur essendo partita un po' in ritardo con la preparazione. Per le condizioni climatiche di oggi il problema non era il freddo ma il vento che ho sentito nella seconda parte dopo aver corso quasi 25 km in compagnia di mio marito nel ruolo di pacer. Il tracciato aveva molte curve e sampietrini ma era molto bello nel cuore della città. Domani si rientra a casa, in tempo per andare a prendere le figlie a scuola. La voglia di correre non è passata. Mentre ero in gara pensavo già alla prossima. Mi piacerebbe fare un buon crono in autunno, anche se non è facile rimanere a questi livelli”, ha dichiarato Catherine Bertone.

Elisa Stefani si è classificata nona in 2h33’36” polverizzando il record personale di oltre quattro minuti rispetto al precedente primato di 2h37’54” stabilito a Reggio Emilia nel 2012. L’anno scorso aveva corso la maratona di Valencia in 2h38’16”.

Un gruppo di sette atlete è transitato al 5 km in 16’42” e al 10 km in 33’19”. Al 15 km sono rimaste Salpeter, la rappresentante del Barhein Shitaye Eshete, l’etiope Genet Yalew, e le keniane Bornes Kitur e Lucy Cheruiyot. Il quintetto di testa è passato al 20 km in 1h06’36”. Al passaggio a metà gara Salpeter ha fatto registrare un passaggio di 1h10’12” con un gap di 4 secondi su un quartetto di inseguitrici formato da Eshete, Yalew, Cheruiyot e Kitur. Salpeter (campionessa europea dei 10000 metri a Berlino 2018) ha spinto sull’acceleratore incrementando il vantaggio fino a 17 secondi sulle quattro inseguitrici al 25 km e oltre un minuto al 30 km (passaggio in 1h39’55”). Nei chilometri finali Salpeter ha proseguito la sua cavalcata trionfale accumulando quasi tre minuti di vantaggio sulle avversarie.

Di grande livello anche la gara maschile, dove il portacolori del Barhein Almahjoub Dazza è sceso al di sotto della barriera delle 2h06’ con 2h05’56” precedendo gli etiopi Dawit Wolde (2h06’18”) e Aycew Bantie (2h06’23”) e i keniani Amos Kipruto (2h06’46”) e Solomon Kirwa Yego (2h07’30”). Lo spagnolo Ben Hamid Daoud è stato il migliore degli europei con un buon 2h08’14”.

La maratona di Praga si è disputata in una giornata molto fredda e ventosa con appena 4°C alla partenza.

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Post 04 Maggio 2019 In Notizie

Ci sarà anche Catherine Bertone tra le protagoniste della Volkswagen Prague Marathon in programma domenica 5 maggio con partenza dalle ore 9.00. La dottoressa valdostana, che lavora al pronto soccorso pediatrico, festeggerà il quarantasettesimo compleanno all’indomani della Maratona della capitale della Repubblica Ceca. La Bertone ha stabilito il record personale di 2:28’34” alla Maratona di Berlino del 2017 e ha avvicinato questa prestazione la scorsa estate sempre sulle strade della capitale tedesca in occasione degli Europei di Berlino 2018 quando ha tagliato il traguardo in ottava posizione in 2:30’06” (seconda migliore prestazione della sua carriera) contribuendo alla medaglia d’argento della squadra italiana femminile. In avvicinamento alla maratona di Praga Catherine ha disputato due mezze maratone correndo a Napoli in 1:17’57” in una giornata tutt’altro che ideale a causa del vento e a Torino in 1:13’44”.

Catherine è nata in Turchia da padre torinese, che lavorava per la sezione estera della Fiat, e madre bretone di Saint Malò. Ha trascorso l’infanzia con la famiglia a Belo Horizonte in Brasile ed è tornata in Italia a otto anni. Si è laureata in medicina a Torino e lavora nel primo soccorso pediatrico all’ospedale di Aosta, dove abita. “Finché si corre e si ha la fortuna di poter mettere le scarpette, vuol dire che si sta bene. Mi diverto ancora con la preparazione. Stavolta me la sono gustata, al punto che quando ho finito l’ultimo “variato”, mi son detta che sarebbe stato un peccato non poterne fare degli altri. La preparazione è andata bene, senza intoppi. Mi preoccupa il tempo. Ho visto che è prevista una temperatura fredda e soprattutto vento forte”, ha dichiarato Bertone.

La grande favorita della maratona di Praga è l’israeliana di origini keniane Lonah Salpeter Chemtai, campionessa europea sui 10000 metri a Berlino e vincitrice nell’ultima edizione della Maratona di Firenze in un ottimo 2:24’17” (migliore prestazione europea del 2018). Negli scorsi mesi ha vinto la Roma Ostia Half Marathon in 1:06’40” e la Prague Half Marathon in 1:06’09”. L’israeliana ha vinto anche la We Run Rome e la gara sulle 10 miglia di Zaandam in Olanda. Salpeter si trasferì a Tel Aviv alcuni anni fa per lavorare come baby sitter dei figli dell’ambasciatore keniano in Israele e conobbe il futuro marito Dan Salpeter, dal quale ha avuto un figlio Roy.

Il cast allestito dal team Run Czech guidato da Carlo Capalbo presenta anche la keniana Bornes Chepkirui, vincitrice dell’edizione 2018 della Maratona di Praga in 2:24’19” (stabilendo il record personale), l’altra keniana Lucy Cheruiyot (al debutto sulla distanza dopo il buon 1h08’27” realizzato in occasione del quarto posto alla mezza di Praga) e le etiopi Amane Berisio (2:20’48” a Dubai nel 2016 e seconda a Praga due anni fa in 2:22’15”) e Mamitu Daska (2:21’59” a Francoforte nel 2011 e terza a New York nel 2017). Nella passata edizione Chepkirui si impose con un vantaggio di 54 secondi. In questa stagione la keniana si è classificata terza alla Maratona di Osaka in 2:26’01” (secondo miglior tempo della sua carriera).

La gara maschile vedrà al via il keniano Matthew Kisorio (2:04’53” a Valencia nel 2018 e vincitore alla maratona di Eldoret in 2:12’38” in altura appena due settimane fa), il marocchino El Mahjoub Dazz, campione africano juniores dei 5000 e dei 10000 metri e autrice di un personale di 2:05’26” stabilito a Valencia, il keniano Peter Kimeli Some (2:05’38” a Parigi nel 2013), il keniano Amos Kipruto, atleta dal personale di 2:06’26” realizzato in occasione dell’ultima edizione della maratona di Berlino alle spalle del recordman mondiale Eliud Kipchoge e terzo nell’altra World Majors a Tokyo nel 2018 con 2h06’33”, Solomon Yego Kirwa, vincitore alla Roma Ostia Half Marathon in 58’44” nel 2016 e ottavo alla Maratona di Valencia in 2:06’24”, Paul Maina (2:08’49” a Marrakesh nel gennaio 2019), il vice campione mondiale di mezza maratona del 2009 Bernard Kiprop Kipyego e l’etiope Aychew Bantie (secondo a Kosice in 2h08’15” nel 2018).
Lo scorso anno si impose il fuoriclasse statunitense Galen Rupp in 2:06’07”.

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Post 07 Maggio 2018 In Notizie

Lo statunitense Galen Rupp ha vinto la Volkswagen Marathon di Praga in un ottimo 2h06’07” solo venti giorni dopo il ritiro per problemi respiratori alla maratona di Boston. Rupp ha stabilito la terza migliore prestazione statunitense all-time dopo Ryan Hall (2h04’58”) e Khalid Khannouchi (2h05’38”). Rupp ha sferrato l’attacco decisivo a 4 km dalla fine staccando l’etiope Sisay Lemma (secondo in 2h07’02”). Rupp ha migliorato il precedente personale di 2h09’20” stabilito alla Maratona di Chicago dell’anno scorso.

Il keniano Samson Chemlany ha completato il podio classificandosi terzo in 2h09’42”. Rupp è il primo top runner non africano capace di vincere a Praga dal 2007.

Galen Rupp:
Sisay è un grande atleta. Non è stato facile batterlo e sono orgoglioso di essere riuscito a batterlo. Ho cercato di tenere il mio ritmo sotto controllo e rimanere positivo” La keniana Bornes Kitur ha vinto la gara femminile migliorando il record personale in 2h24’19” precedendo la favorita Belaynesh Olijira (2h25’13”) e Amane Gobena (2h27’13”). “Ho corso una buona gara. L’unico problema era rappresentato dai sampietrini. Sono riuscita a migliorare il mio personale di oltre 4 minuti. In Gennaio avevo corso in 2h28’48” a Mumbai”.

Il presidente della IAAF Lord Sebastian Coe ha dato il via ai 9778 partecipanti alla maratona della capitale della Repubblica Ceca organizzata dal team di Run Czech di Carlo Capalbo.

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Post 08 Maggio 2017 In Notizie

La keniana Valary Aiyabei si è confermata come possibile stella del futuro della maratona vincendo la Volkswagen Marathon di Praga stabilendo il record del percorso con un eccellente 2h21’57”. L’etiope Gebretsadik Abraha ha vinto la gara maschile precedendo di appena un secondo il connazionale Bazu Woku con il tempo di 2h08’47”. Solo cinque settimane fa Aiyabei si è classificata quarta alla mezza maratona di Praga in 1h07’50” nella gara che ha visto il primato mondiale di Joyciline Jepkosgei.

LA GARA FEMMINILE
Aiyabei ha preso il comando della gara femminile fin dalle prime battute ed è transitata al 5 km in 16’12” e al 10 km in 32’18”. La keniana ha raggiunto il passaggio di metà gara in 1h08’24”, che indicava una possibile proiezione al di sotto delle 2h17’. Ayabei è passata al 25 km in 1h21’23” ma i chilometri successivi hanno fatto registrare un rallentamento. Aiyabei ha percorso i 10 km successivi in 34’29” e le due etiopi Amane Beriso e Tadelesh Bekele hanno recuperato più di un minuto di svantaggio. A un paio di chilometri dalla fine Amane e Bekele hanno ridotto ulteriormente il divario portandosi a 21 secondi da Aiyabei. La keniana ha stretto i denti nelle fasi finali della gara e ha concluso in 2h21’57”, tempo con il quale ha migliorato di 37 secondi il record del percorso detenuto dalla connazionale Lydia Cheromei.
Aiyabei ha portato a casa il terzo successo in maratona dopo Barcellona (2h25’26”) e Valencia (2h24’48”). Beriso si è classificata seconda in 2h22’15” precedendo Bekele di otto secondi.

LA GARA MASCHILE
La gara maschile si è conclusa nelle fasi finali. Un gruppo di 15 atleti è transitato al 10 km in 30’25” e alla mezza maratona in 1h04’05”. Dopo aver guidato il gruppo di testa al 30 km in 1h31’35” la lepre Geoffrey Ronoh ha concluso il suo compito. Sono rimasti al comando Abrah, Worku e Mekuant Ayenew. Dopo due ore di gara Worku ha provato ad attaccare ma a due minuti dalla fine Abraha ha raggiunto e superato Worku prendendo un vantaggio di una ventina di metri. Worku ha provato a reagire recuperando quasi tutto lo svantaggio ma Abraha ha tenuto la testa fino alla fine concludendo in prima posizione con un secondo di vantaggio. Abraha ha vinto la seconda gara stagionale dopo il successo di Marrakesh in 2h08’55”.

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