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Lunedì, 07 Gennaio 2019 10:05

Debela vince la Maratona di Xiamen

L’etiope Dejene Debela ha conquistato il successo nella maratona cinese di Xiamen in 2:09’26”. Il successo in campo femminile è andato alla ventunenne etiope Medina Medina Deme Armino, che si è migliorata di quasi due minuti con 2:27’25” precedendo le connazionali Shasho Insarmu e Fantu Jimma. L’Etiopia ha conquistato la terza doppietta consecutiva in questa maratona.

Debela ha guidato la gara maschile dall’inizio alla fine diventando il primo atleta capace di vincere due edizioni consecutive in diciassette anni di storia della maratona di Xiamen. In carriera vanta un personale di 2:07’10” stabilito a Dubai due anni fa e un altro successo in terra cinese alla Maratona di Pechino in 2:12’08” nello scorso settembre. Afewerk Mesfin si è classificato secondo in 2:09’28” migliorando il precedente record personale di 2:09’49” stabilito a Dubai nel 2013. Anche il terzo classificato Birhan Nebebew è sceso sotto le 2:10” con 2:09’36”.

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Il keniano Edwin Kipngetich Koech e l’etiope Mulu Seboka hanno vinto la Maratona IAAF Silver Label di Shenzhen in Cina.

Il ventiseienne Koech ha tagliato il traguardo in 2h09’44” realizzando il primo tempo sotto le 2h10’ nella storia della Maratona di Shenzhen e la sua seconda migliore prestazione dopo il record personale di 2h07’13” stabilito in occasione della Maratona di Milano nel 2017.

La gara è entrata nel vivo al 20 km quando nel gruppo di testa sono rimasti in tre: Keoch, il connazionale Samuel Ndungu e l’etiope Bekel Muluneh.

Dopo un parziale tra il 25 e il 30 km in 14’41” ha lanciato l’attacco decisivo prendendo un vantaggio di mezzo minuto e si è involato verso un facile successo. Il ventunenne Muluneh ha migliorato il record personale di 40 secondi con 2h11’19”. Ndungu, due volte vincitore a Lake Biwa e autore di un record personale di 2h07’04”, ha concluso la prova in 2h12’15”.

La favorita Mulu Seboka ha rispettato i pronostici della vigilia aggiudicandosi la gara femminile in 2h27’12”, tempo con il quale ha demolito il record del percorso di 2h33’25” detenuto da Viktoria Poliudina.

Seboka ha sferrato l’attacco decisivo a metà gara staccando la keniana Flomena Chepchrchir e ha preso un vantaggio di 10 secondi al 25 km. La trentaquattrenne etiope ha continuato ad incrementare il suo vantaggio con il passare dei chilometri imponendosi con un vantaggio di quasi cinque minuti. Seboka ha vinto la sua seconda maratona su suolo cinese in questa stagione dopo il successo ottenuto a Dalian sette mesi fa in 2h28’59”. Nel 2018 ha corso anche a Seul realizzando il tempo di 2h25’01”. Chepchirchir, decima lo scorso anno a Shenzhen, si è classificata seconda in 2h32’05”.

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Il keniano Marius Kipserem e l’etiope Ababel Yeshaneh hanno vinto la prima edizione della ADNOC Abu Dhabi Marathon con risultati cronometrici di altissimo livello. La gara disputata negli Emirati Arabi era organizzata da RCS Sport & Events. 

Il trentenne Kipserem ha tagliato il traguardo in 2h04’04” migliorando il record personale stabilito in occasione della vittoria ottenuta alla Maratona di Rotterdam del 2016 in 2h06’11”. Con questa prestazione Kipserem ha stabilito la quarta migliore prestazione mondiale dell’anno e il dodicesimo tempo di sempre. Il neo primatista mondiale della mezza maratona Abraham Kiptum è entrato nella top 20 delle liste mondiali di sempre scendendo al di sotto delle 2h05’ con 2h04’16”.

Il gruppo di testa formato da sette atleti è transitato al 10 km in 29’31” e al passaggio alla mezza maratona in 1h02’34”. Dopo il passaggio al 30 km in 1h28’42” sono rimasti soltanto Kipserem Kiptum e l’etiope Dejene Debela.

Kipserem ha piazzato l’allungo vincente nelle fasi finali della gara e si è involato verso il successo con 12 secondi di vantaggio nei confronti di Kiptum. Debela si è classificato terzo in 2h07’06” migliorando il record personale di quattro secondi.

Kipserem è stato scoperto da Federico Rosa quando era ancora molto giovane e si allena nel training camp di Kapsabet.

Mi sono sentito bene e sono felice perché ho stabilito il record personale. Il percorso era perfetto e abbiamo goduto di ottime condizioni climatiche”, ha dichiarato Kipserem al traguardo.

GARA FEMMINILE
La ventottenne etiope Ababel Yeshaneh ha conquistato il successo nella gara femminile in 2h20’16” precedendo la portacolori del Barhein Eunice Chumba, che è scesa a sua volta sotto le 2h21’ migliorando il record personale con 2h20’54”. Yeshaneh aveva già disputato due maratone nella sua carriera ma non correva su questa distanza dal 2013 quando corse il precedente record personale di 2h33’10” a Milano. In carriera vanta un personale di 14’41”58 sui 5000 metri e un eccellente 1h05’46” sulla mezza maratona.

Yeshaneh ha guidato il gruppo di testa insieme a Chumba, Chaltu Tafa e a Gelete Burka nella prima metà gara transitando al 10 km in 33’14” e al 21 km in 1h10’13”. Tafa è stata la prima a cedere terreno al 30 km quando sono rimaste al comando Burka, Yeshaneh e Chumba.

Yeshaneh ha sferrato l’attacco decisivo a pochi chilometri dalla conclusione andando a vincere in 2h20’16”. Chumba ha stabilito il record personale e la migliore prestazione asiatica in questa stagione con 2h20’54”. Burka, autrice di un record personale di 2h20’45” in gennaio a Dubai e di un ottimo 1h06’11” nella mezza maratona, si è classificata terza in 2h24’07”.

Sono contenta del risultato ottenuto e del primato personale. E’ la mia prima volta ad Abu Dhabi e sono felice del percorso della maratona”, ha detto Yeshaneh.

Richard Kimunyan e Abeba Semanew hanno vinto la gara sui 10 km fermando il cronometro in 28’21” e in 32’40”.

Oltre 10000 corridori provenienti da 78 nazioni hanno preso parte alla prima edizione della maratona di Abu Dhabi su tutte le distanze (maratona, 10 km, 5 km e 2.5 km).

I risultati della prima edizione della Maratona di Abu Dhabi sono andati oltre le nostre aspettative sia per il numero di partecipanti sia per le prestazioni cronometriche”, ha dichiarato il Direttore della Abu Dhabi Marathon e della Maratona di Milano Andrea Trabuio.

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L’etiope Leul Gebrselassie ha trionfato nella velocissima Trinidad Alfonso Valencia Marathon in un eccellente 2h04’29” in una gara di livello tecnico straordinario con tre atleti al di sotto delle 2h05’ e sette atleti al di sotto delle 2h06’30”. Gebrselassie è sceso sotto le 2h04’30 per la seconda volta in questa stagione. Per soli 27 secondi ha mancato il record personale di 2h04’02” realizzato a Dubai lo scorso gennaio. Il venticinquenne etiope ha demolito il record del percorso (2h05’15”) realizzato lo scorso anno dal keniano Sammy Kitwara. 
Gebrselassie ha fatto registrare un negative split avendo corso la prima metà gara in 1h02’29” e la seconda parte in 1h02’00”.
Il rappresentante del Barhein El Hassan El Abassi si è classificato secondo in 2h04’43” polverizzando di sei minuti il precedente record personale di 2h10’57” realizzato lo scorso anno a Lisbona. Il keniano Matthew Kisorio si è migliorato a sua volta scendendo per la prima volta in carriera al di sotto delle 2h05’ con 2h04’52” sul percorso dove realizzò il precedente record personale di 2h06’33” nel 2015. Seguono nell’ordine il forte etiope Tsegaye Kebede, quarto in 2h05’20”, Norbert Kigen (2h05’21”), Almhjoub Dazza (2h05’25”), il vincitore della passata edizione Sammy Kitwara (2h06”20”) e Solomon Kirwa Yego (2h06’23”).

Il successo in campo femminile è andato all’etiope Ashete Bekere Dido in un ottimo 2h21’14” davanti alla keniana Lydia Cheromei (2h22’12) e all’altra etiope Tinbit Gidey Weldgebriel (2h23’38”). La prima delle europee è stata la portoghese Ana Dulce Felix, quinta in 2h25’23” nella prima uscita sulla distanza dopo la maternità. Ottima gara della quarantaduenne piemontese Valeria Straneo, che si è classificata ottava in 2h30’26” 840 giorni dopo aver disputato l’ultima maratona nell’agosto 2016, quando si classificò tredicesima alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. La vice campionessa mondiale di Mosca 2013 e argento europeo di Zurigo 2014 è transitata alla mezza maratona in 1h14’36”. Straneo ha corso la gara spagnola con solo due mesi di preparazione sotto la guida del suo nuovo tecnico Massimo Magnani. La prestazione dell’azzurra si colloca al quarto posto della lista italiana del 2018  guidata da Sara Dossena con il 2h27’53” realizzato in occasione del sesto posto agli Europei di Berlino. Seguono Giovanna Epis (2h29’41”) e Catherine Bertone (2h30’06”).

Sono davvero contenta perché è andata come speravo. Ho sentito la fatica a livello muscolare nelle gambe a partire dal 26 km, ma credo di essermi difesa bene. Non sono partita troppo prudente, ma stavo comoda a quel passo e ascoltavo soprattutto le sensazioni. Non ho quasi mai guardato l’orologio. Sapevo che il peggio sarebbe arrivato verso la fine e sono soddisfatta dell’approccio mentale. Con gli allenamenti dei prossimi mesi e un lavoro completo potrò migliorare questo crono. Non vedevo l’ora di poter essere nuovamente sulla linea di partenza in una maratona. Ho ripreso la preparazione per questa gara in Luglio dopo una lesione al bicipite femorale destro che mi ha costretto a rinunciare agli ultimi Europei di Berlino. Era da tempo che non correvo una maratona e quasi avevo perso l’abitudine. Nelle scorse stagioni ero abituata a correre 200-210 km in allenamento alla settimana. Adesso corro 140-150 km con punte di 170 km”, ha dichiarato al traguardo Valeria Straneo.

La Maratona di Valencia con partenza e arrivo nei pressi della moderna Città delle Arti e delle Scienze ha fatto registrare la partecipazione di 22000 corridori (dei quali 2000 italiani) in una giornata soleggiata e mite.

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Yuma Hattori ha conquistato il successo alla 72ma edizione della Maratona di Fukuoka in un ottimo 2h07’27” diventando il primo giapponese a vincere nella prestigiosa 42km nipponica dal 2004. Il corridore di casa ha battuto il vincitore dell’edizione 2016 Tsegaye Kebede (2h08’54”) e Amanuel Mesel (2h09’45”). Il vincitore della maratona di Boston 2018 Yuki Kawauchi si è classificato decimo in 2h12’03”.

E’ stata una vittoria a sorpresa perché Hattori era accreditato di un record personale di 2h09’45” stabilito a Tokyo lo scorso anno e si è migliorato di 2 minuti e 18 secondi. Nel corso del 2018 si é classificato al quinto posto alla Maratona di Praga in 2h10’26” e ha corso la mezza maratona in 1h01’40” a Usti nad Labem in Repubblica Ceca lo scorso settembre.
La gara è stata corsa su ritmi regolari fino al 30 km. Il gruppo di testa formato da Hattori, Mesel, Tsegay e dagli altri due giapponesi Yuta Shitara e Hayato Sonoda sono transitati alla mezza maratona in 1h03’37” e al 30 km in 1h30’55”. Hattori ha piazzato l’allungo decisivo al 35 km staccando Tsegay e Mesel con un parziale di 14’40” nella frazione di 5 km tra il 35 e il 40 km. In tutto sono diventati cinque i giapponesi a correre sotto le 2h08’ in questa stagione.
Lo scorso febbraio Yuto Shitara realizzò il record nazionale con 2h06’11”. Il primato nazionale è stato migliorato successivamente da Suguru Osako a Chicago con 2h05’50”.

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La ventottenne etiope Yebrgual Melese ha vinto la diciannovesima edizione della Shanghai International Marathon fermando il cronometro in un eccellente 2h20’37”, tempo con il quale ha migliorato il precedente record della manifestazione detenuto da tre anni dalla connazionale Tigist Tufa con 2h21’52”. 

Melese è scesa in carriera al di sotto delle 2h20’ in occasione della maratona di Dubai dello scorso Gennaio, dove fermò il cronometro in 2h19’36”.

Dopo passaggi in 35’30” al 10 km e in 1h06’30” al 20 km sono rimaste in tre a giocarsi la vittoria finale al 25 km. Melese ha sferrato l’attacco decisivo dopo il 36 km involandosi verso il primo successo della sua carriera in maratona. Otto delle prime dieci classificate hanno migliorato il record personale. La connazionale Azmera Abreha Gidey si è migliorata di oltre tre minuti fermando il cronometro in 2h21’51” davanti alla keniana Betty Lempus, che a sua volta ha demolito il suo personal best di quasi sei minuti con 2h23’41”.

Per la prima volta nella storia della Maratona di Shanghai l’Etiopia ha vinto sia la gara maschile sia quella femminile. La gara maschile ha visto due atleti accreditati di un record personale al di sotto delle 2h05’ giocarsi la vittoria finale negli ultimi 100 metri. Il ventunenne Abdiward Tura (vincitore alla Maratona di Milano e settimo alla Maratona di Dubai in 2h04’44”) si è imposto in 2h09’20” precedendo il connazionale Tsegaye Mekonnen con lo stesso tempo in un incredibile arrivo allo sprint. Il keniano Dickson Tuwei si è classificato al terzo posto in 2h09’21”.

Il gruppo di testa composto da una decina di atleti è transitato al 5 km in 15’25”, al 10 km in 30’47”, al 20 km in 1h01’21” e al 30 km in 1h32’12”. La gara a quel punto è diventata tattica e i sette atleti ancora in lizza per la vittoria hanno dato vita ad un appassionante testa a testa nei chilometri finali. Con l’avvicinarsi dell’arrivo all’interno dello Shanghai Stadium l’obiettivo non era quello di battere il record del percorso detenuto dal keniano Paul Lonyangata con 2h07’14” ma di vincere la gara. Mekonnen (autore della migliore prestazione mondiale di sempre a livello under a Dubai con 2h04’32”) è stato il primo a lanciare l’attacco seguito da Tura e Tuwei. Negli ultimi metri all’interno dello stadio Tura ha superato in volata Mekonnen cogliendo il secondo successo in questa stagione dopo il 2h09’04 realizzato a Milano in Aprile. Solo otto secondi hanno diviso i primi sette classificati. L’ex primatista mondiale Dennis Kimetto ha completato la prima maratona degli ultimi due anni e mezzo classificandosi al decimo posto in 2h14’55”.

Mi aspettavo di poter scendere al di sotto delle 2h07’ ma il maltempo ha reso difficile la gara. Sono contento di aver vinto a Shanghai”, ha detto Tura dopo aver tagliato il traguardo.

Il primatista del mondo della maratona Eliud Kipchoge ha dato il via ai 38000 partecipanti in una mattinata fredda e piovosa. 

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Mercoledì, 14 Novembre 2018 06:08

Presentata la 17^ Volkswagen Veronamarathon

Presentata la 17^ Volkswagen Veronamarathon in programma domenica 18 novembre, un evento sempre in crescita, sia nei numeri che nell’appeal.
Title sponsor di questa edizione 2018 Volkswagen Italia, che accompagnerà l’avventura di oltre 11mila runner impegnati nelle varie distanze quali la maratona, la ZeroWind Cangrande Half Marathon da 21,097km e Last 10 Veronamarathon solidale (competitiva e non). 
Sabato mattina 17 novembre il prologo con centinaia di ragazzini delle scuole impegnati con la Corri Bra.

Maratona di Verona rientra nei calendari ufficiali della FIDAL, IAAF (International Association Athletics Federations) e AIMS (Association International Marathons and Distance Races). Dopo l'edizione 2017, che celebrò il Campionato Italiano Assoluto e Master Fidal, quest’anno la competizione sarà gara valida per il Campionato Regionale Veneto Fidal.

E’ un evento che proietta Verona in Europa, mai come quest’anno delegazioni di atleti stranieri presenti. Verrà ricordata come una delle edizioni più vivaci e dinamiche. Mi fa molto piacere che venga ricordato con uno speciale Trofeo il Presidente Bergamini" ha dichiarato Filippo Rando, Assessore allo Sport del Comune di Verona.

Matteo Bortolaso, Presidente di Asd Gaac 2007, società organizzatrice della maratona: “Mi manca il vero ‘Presidente’ Dario Bergamini alle spalle, una guida che ci ha portati a questo livello per tanti tanti anni. Abbiamo voglia che non venga mai dimenticato, per questo abbiamo istituito il ‘Trofeo Bergamini’ riservato al primo atleta veneto e alla prima atleta veneta classificata”.

ISCRIZIONI
Iscrizioni ancora aperte online fino a mercoledì 14 novembre sera e poi ancora possibili presso Agsm Forum venerdì 16 e sabato 17 novembre e ancora domenica mattina solo per la Last 10 Veronamarathon non competitiva.

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Record di presenze nella due giorni della XX Maratona di Ravenna Città d'Arte e record cronometro alla mano. In campo maschile assoluto, doppietta keniana con Wilfred Kipkosgei Murgor vincitore con il tempo di 2.12.36”, ben 1.29” in meno rispetto al record di 2.14.05” stabilito dal suo connazionale Julius Choge nel 2007. Secondo posto per Silah Kipkemboi Limo che ha fermato il cronometro a 2.13.05” e terzo gradino del podio per l’etiope Sefe Wendemu in 2.15.14”. I
In campo femminile vittoria per Aberu Ayana Mulisa, atleta etiope capace di polverizzare il record della corsa, stabilito nel 2015 da Catherine Bertone in 2.39.19”, con un roboante 2.36.32”. Secondo posto per la croata Nikolina Stepan in 2.48.07 e terza posizione conquistata da Ruta Simkunaite dalla Lituana con il tempo di 2.58.38”.

La 20esima edizione della Maratona di Ravenna ha assegnato anche i titoli italiani assoluti di specialità. In campo maschile epilogo incredibile con la vittoria finale per il siciliano Alessio Terrasi (2.19.14”), tesserato per il GP Parco Alpi Apuane, che proprio a pochi metri dal traguardo ha prima recuperato poi superato Francesco Bona (2.19.28”), favorito della corsa ed in testa per tutta la gara prima di crollare a pochi passi dall’arrivo. Terzo posto per Luca Parisi in 2.22.51”. Nuova Campionessa Italiana Femminile di Maratona è invece la romagnola Eleonora Gardelli, tesserata per la Corri Forrest ed originaria di Forlì, che con il tempo di 2.59.19” ha strappato lo scettro in volata alla faentina Elisa Zannoni, la quale ha chiuso al secondo posto in 3.00.07”. Terzo gradino del podio italiano femminile per Linda Pojani in 3.04.35.

Nella Mezza Maratona Maschile, vittoria per il keniano Gideon Kiplagat Kurgat in 1.07.31”, stesso tempo del marocchino Yassin El Khalil classificato al secondo posto. Terzo Rachid Benhamdane (Marocco) col crono di 1.07.45”. In campo femminile la gara della Mezza va a Rosaria Console in 1.14.50”, davanti a Primitive Niyirora del Ruanda in 1.18.09” e l’ungherese Tunde Szabo (1.20.47”).

In totale nel weekend si sono sfiorate le 15.000 presenze, un numero incredibile che testimonia ancora una volta la crescita esponenziale di questa manifestazione che solamente nel 2014 si era chiusa con un totale di 4.638 partecipanti e che lo scorso anno aveva fatto gridare di entusiasmo per la quota raggiunta a 10.454.

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Ruth Chepngetich ha vinto la Maratona di Istanbul con un eccellente 2h18’35” salendo al settimo posto della lista mondiale all-time. La keniana é diventata la decima top-ruuner a scendere sotto la barriera delle 2h20’.

Chepngetich è partita fortissima transitando al 10 km in 31’59” e al 15 km in 48’15” prima di passare alla mezza maratona in 1h18’22”. Maragret Agai si è classificata seconda in 2h25’04” precedendo l’etiope Fatuma Sado (2h31’06”). Chepngetich si era imposta già nella passata edizione di questa manifestazione stabilendo il precedente personale con 2h22’36”. Sempre a Istanbul aveva vinto anche la mezza maratona in 1h06’19” nell’Aprile 2017. Sempre nello stesso anno si è imposta anche alla Stramilano in 1h07’42”. Chepngetich ha corso la seconda maratona di quest’anno dopo il secondo posto a Parigi in 2h22’59”.

Felix Kimutai ha vinto la gara maschile in 2h09’56” precedendo il portacolori del Barhein Abdi Ibrahim Abdo (2h10’36”) e il francese di origini keniane Abraham Kiprotich (2h10’54”).

La Maratona di Istanbul è partita nella parte asiatica della città ed è arrivata nella zona europea con l’attraversamento del Ponte dei Caduti del 15 Luglio sullo stretto del Bosforo.

Maratona di Atene: vincono Brimin Misoi e Shelmith Muriuki
I keniani Brimin Misoi e Shelmith Muriuki hanno vinto la trentaseiesima edizione della maratona di Atene sul percorso storico da Maratona allo Stadio Panathinaikon correndo in 2h10’56” e in 2h36’46” in una giornata calda con una temperatura di 20°C. Più di 18000 corridori provenienti da 105 paesi hanno preso parte alla gara ateniese.

Due giorni prima della Maratona di Atene l’AIMS ha consegnato i premi ai migliori maratoneti mondiali dell’anno in occasione dell’annuale Galà dell’Associazione delle Maratone e delle Corse su strada. I premi sono andati ad Eliud Kipchoge (primatista del mondo della maratona a Berlino con il sensazionale 2h01’39 e vincitore a Londra per la terza volta) e a Gladys Cherono (prima alla Maratona di Berlino per la terza volta in carriera in 2h18’11”, migliore prestazione mondiale dell’anno e quarta a Londra in 2h24’10”).

Kipchoge ha migliorato il precedente record di Dennis Kimetto di 1 minuto e 18 secondi, il maggior incremento di un primato mondiale sulla distanza degli ultimi 50 anni. Il campione olimpico di Rio 2016 ha perso solo una delle dodici gare disputate nella sua carriera. Nella sua carriera Gladys Cherono ha vinto l’argento sui 10000 metri ai Mondiali di Mosca 2013, il titolo mondiale nella mezza maratona nel 2014. Ha debuttato in maratona nel 2015 con il secondo posto a Dubai.

Lo storico fondatore ed ex Direttore della Maratona di Berlino Horst Milde (80 anni compiuti quest’anno) ha ricevuto il prestigioso “AIMS Lifetime Award) per il suo contributo alla crescita delle corse su strada in Germania. Milde ideò la prima corsa sulla classica distanza nel 1964 nella Berlino Ovest di allora. La manifestazione si chiamò Corsa Campestre di Berlno sul Teufelsberg (montagna del diavolo), colle artificiale sorto sulle macerie della seconda guerra mondiale. Nel 1974 venne organizzata la prima Volksmarathon (maratona popolare). Sotto la sua regia furono organizzate 348 manifestazioni. La maratona di Berlino conobbe il periodo di massimo splendore sotto la sua direzione all’inizio degli anni 2000 con i record del mondo di Paul Tergat (primo uomo sotto le 2h05’ con 2h04’55” nel 2003) e di Naoko Takahashi (prima donna sotto le 2h20’ con 2h19’46” nel 2001).

Magdalene Masai vince la Maratona di Hefei
La keniana Magdalene Masai ha vinto la maratona cinese di Hefei in 2h28’20” in una giornata nuvolosa migliorando di sei secondi il record del percorso detenuto dal 2016 dalla connazionale Grace Momaniy. L’altra keniana Racheal Mutgaa si è classificata seconda migliorando il precedente record personale di un minuto e mezzo con 2h28’37”. La favorita della vigilia Aberash Fayesa (atleta accredita del miglior tempo tra le iscritte con 2h27’04”) si è classificata terza in 2h29’03”. Il keniano Leonard Langat ha demolito il precedente personale di 3 minuti e 20 secondi aggiudicandosi la gara maschile con 2h10’48”. Langat vanta un personale di 59’18” nella mezza maratona. Il keniano Hillary Kipkoech Bett si è piazzato secondo in 2h11’38” precedendo di sette secondi il ventunenne etiope Lencho Tesfaye.

Maratona di Beirut: successi per El Aaraby e Deme Armino
Il marocchino Mohamed Reda El Aaraby ha vinto la BLOM Beirut Marathon stabilendo il record del percorso con 2h10’41”. La gara femminile ha visto il successo dell’etiope Medina Deme Armino in 2h29’31”

Stanley Waithaka stabilisce il miglior tempo mondiale dell’anno sui 10000 metri in Giappone
Il giovane talento keniano Stanley Waithaka ha stabilito il miglior tempo mondiale dell’anno sui 10000 metri in pista con 27’13”01 in occasione dei Nittai University Time Trials in Giappone. L’atleta millennial nato nel 2000 ha vinto la medaglia di bronzo sui 3000 metri ai Mondiali under 18 di Nairobi 2017 e ha corso i 5000 metri in 13’10”14 in occasione del secondo posto nella tappa della Diamond League di Shanghai 2018.

Wilfred Murgor vince la Maratona di Ravenna, titolo italiano ad Alessio Terrasi
Wilfred Murgor ha vinto la Maratona di Ravenna valida anche per il titolo italiano in 2h12’36” precedendo il connazionale Silas Kipkemboi (2h13’05”) e l’etiope Sefe Tigu (2h15’14).

Alessio Terrasi si è laureato campione italiano in 2h19’14” precedendo Francesco Bona di 14 secondi al termine di una gara in rimonta. Mulisa Aberu Ayana si è aggiudicata la gara femminile in 2h36’32” battendo di 12 minuti la croata Nikolina Stepan (2h48’07”). Eleonora Gardelli si è classificata quarta aggiudicandosi il titolo tricolore femminile in 2h59’19”.

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“Sir” Mo Farah ha vinto la prima maratona della sua carriera alla Bank of America Chicago Marathon in 2h05’11” sotto la pioggia alla sua terza gara sulla distanza. Il fuoriclasse britannico ha battuto il vincitore dell’ultima maratona di Dubai Mosinet Geremew con un allungo decisivo a 800 metri dalla fine.
Era dal successo di Paul Evans in 2h08”52 nell’edizione del 1996 che un atleta britannico non vinceva nella “Windy City” del’Illinois.

Nonostante le cattive condizioni meteorologiche la classica dell’Illinois ha regalato ottime prestazioni cronometriche con altri tre uomini al di sotto delle 2h06’: Geremew, secondo in 2h05’24”, il giapponese Suguru Osako, terzo in 2h05’50” (record nazionale e asiatico) e Kenneth Kipkemoi (2h05’57”). Con il tempo realizzato a Chigago, Farah ha migliorato di 37 secondi il record europeo della distanza stabilito dal norvegese Sondre Norstad Moen (2h05’48” a Fukuoka).

Mo Farah ha percorso la prima metà gara in 1h03’06” e i secondi 21 km in 1h02’05”. Il vincitore della passata edizione Galen Rupp ha ceduto terreno nei confronti dell’ex compagno di allenamenti Farah al 35 km e si è classificato quinto. Alle spalle dello statunitense seguono il campione del mondo di Londra 2017 Geoffrey Kirui (2h06’45”), Abel Kirui (2h07’21”), l’altro nipponico Taku Fujimoto (2h07’57”) e il vice campione del mondo di mezza maratona Bedan Karoki (2h07’59”).

Le condizioni climatiche non erano ideali, ma ho avuto ottime sensazioni verso la fine. All’inizio mi sentivo lento ma in generale sono contento della mia gara”, ha dichiarato al traguardo Mo Farah.

Straordinaria anche la gara femminile dove Brigid Kosgei è scesa sotto le 2h20” per la prima volta in carriera con 2h18’35” precedendo le etiopi Dereje Roza (2h21’18) e Shure Demise (2h22’15"). Più staccata la due volte vincitrice della maratona di Chicago Florence Kiplagat, quarta in 2h26’08” al ritorno dopo un anno di assenza per infortunio. Kosgei ha preso un vantaggio di 45 secondi al 35 km. La vincitrice della maratona di Milano del 2016 ha percorso i primi 21 km in 1h10’36” e la seconda parte in 1h07’59”.

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