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Verona Marathon, vince a sorpresa "la lepre" keniana Ndiwa

Post 19 Novembre 2018 By La redazione In Notizie
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Una serena ma fredda giornata di sole ha incorniciato la 17^ edizione della Volkswagen Veronamarathon.

Vincitore assoluto della prova regina è stato il keniano Robert Ndiwa che concede il bis dopo il successo del 2017. Mattatore della giornata, lui il traguardo in piazza Bra non doveva neanche vederlo, figuriamoci tagliarlo per primo. La sua presenza in gara era ben accordata con i suoi connazionali keniani e con l’organizzatore, aveva il ruolo di ‘pacemaker’, la classica lepre designata a guidare il gruppo di testa su determinati ritmi e lanciarli verso l’arrivo. Stop previsto e concordato al km 28, ma così non è stato, Robert era in testa ed è rimasto capolista tirando dritto sino alla finish-line: 2h17’12” il tempo del vincitore. Alle sue spalle, ben distaccati, coloro che invece avrebbero dovuto dare spettacolo e invece hanno parzialmente deluso: secondo è stato Emanuel Nakiridi Emil in 2h19’58” mentre terzo al terzo posto troviamo l’esperto Julius Kipngetich Rono (Atl. Recanati) in 2h22’08”.
E’ stata una vittoria inaspettata – ha detto Ndiwa al traguardo – Ma i miei avversari non collaboravano bene quando li spronavo ad andare ad un ritmo più forte. Dicevo loro di spingere forte, aumentare il ritmo, ma vedevo che non avevano tante energie. Così ho deciso di arrivare fino alla fine facendo del mio meglio. Amo Verona, amo correre in questa splendida città. Tornerò ancora, anche per la Gensan Giulietta&Romeo Half Marathon di febbraio”.

Podio dunque tutto keniano, per vedere i colori azzurri è necessario aspettare il buon Luigi Vivian (Asd Nico Runners) in 2h28’48”, categoria M40 e originario di Marostica che è stato così anche il primo veneto all’arrivo, per questo si è aggiudicato il titolo di Campione Regionale Veneto Fidal.

Gara femminile invece tutta come da pronostico con una sola protagonista assoluta, la croata Nikolina Sustic che ha vinto per la seconda volta dopo il 2015 la Volkswagen Veronamarathon. Una corsa tutta in solitaria ed in testa fin dai primi metri. 2h42’26”, crono molto vicino al suo primato personale fissato solo due settimane fa a Torino. E’ una vera outsider delle lunghe distanze, è la campionessa mondiale in carica della ultramaratona da 100km, ha vinto diverse volte la 100km del Passatore e quest’anno, Campionati Europei di Berlino compresi, ha corso sette maratone tutte sul passo del 2h42’. “E’ il mio ritmo, mi trovo bene a tenerlo con un discreto confort. Certo forse avrei potuto provare ad andare più forte e fare un minuto in meno, ma non voglio rischiare. Sarò ancora in gara a Firenze domenica prossima e poi il 9 dicembre alla Maratona di Reggio Emilia. Adoro gareggiare”.

Anche in questo caso podio tutto straniero, seconda posizione per l’ungherese Vera Gulyas in 2h48’42” e terza è l’altra ultramaratoneta croata Marija Vrajic. Prima italiana al traguardo è stata l’anconetana Denise Tappatà in 2h58’15”, mentre a vincere il titolo di Campionessa Regionale Veneta Fidal ed il Trofeo Bergamini è stata la veronese Daniela Campolongo (Team Km Sport) con 3h18’39”.

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