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L’acqua alta non ferma Gebre e Tanui a Venezia

Post 29 Ottobre 2018 By Diego Sampaolo In Notizie
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Makuant Ayenew Gebre Makuant Ayenew Gebre Daniele Menarini

L’etiope Makuant Ayenew Gebre e la keniana Angela Jemesunde Tanui si sono aggiudicati la trentatreesima edizione della Huawei Venice Marathon fortemente condizionata dalla pioggia, dal vento e dall’acqua alta.

Gebre ha fermato il cronometro in Riva dei Martiri in 2h13’23” precedendo i keniani Gilbert Kipleting Chumba di 29 secondi e Stephen Kiplimo (2h13’58”). L’acqua alta negli ultimi due chilometri ha costretto gli organizzatori ad evitare il passaggio in Piazza San Marco e ad utilizzare il percorso alternativo come già era successo nel 2010 e nel 2012.

La gara maschile si è decisa sul Ponte della Libertà quando Gebre, Chumba e Kiplimo hanno staccato l’altro keniano Philip Cheruiyot Kangogo intorno al 35 km quando la gara si è fatta sempre più tattica. Gebre ha lanciato l’attacco decisivo al 38 km prendendo un vantaggio di 37 secondi nei confronti di Chumba e Kiplimo. Gebre è transitato al 40 km in 2:05:45 prima di affrontare i quattordici ponti finali, l’acqua alta e il forte vento contrario negli ultimi 2 km nel cuore di Venezia.

E’ un percorso affascinante ma le condizioni sono state molto difficili. Il tempo finale non è molto buono ma sono contento della vittoria. L’acqua alta mi ha un po' sorpreso”, ha dichiarato Gebre durante la conferenza stampa.

Il veneto della Biotekna Marcon Luca Solone è stato il primo degli italiani in nona posizione con 2h34’31”.

Gilbert Chumba ha migliorato il quarto posto della passata edizione classificandosi al secondo posto in 2h13’52”.

L’anno scorso mi comprai una mucca con i soldi vinti grazie al quarto posto alla maratona di Venezia. Quest’anno ne comprerò due”, ha affermato Chumba.

Il vincitore dell’ultima maratona di Boston Yuki Kawauchi ha terminato l’undicesima maratona del 2018 al settimo posto in 2h27’43” visibilmente affaticato.

“Sono rimasto staccato già dopo otto chilometri. Devo capire ancora cosa mi sia successo. Di gare come queste me ne sono capitate poche nella vita. Ringrazio il pubblico italiano per il sostegno e l’accoglienza. Voglio tornare l’anno prossimo per rifarmi”, ha dichiarato Kawauchi.

Angela Tanui ha dominato la gara femminile in 2h31’30”, buona prestazione cronometrica viste le difficili condizioni climatiche, con una gara tutta di testa dal 5 km in poi. Amente Sorome Negash si è classificata seconda in 2h38’59” precedendo Euliter Tanui, sorella della vincitrice (2h40’56”).

La keniana, accreditata di un personale di 2h26’31” stabilito a Vienna nel 2017, è transitata alla mezza maratona in un buon 1h13’32” e ha preso un vantaggio di sei minuti sull’etiope Amente Sorome Negash al passaggio al 35 km in 2h03:26.

Ringrazio gli organizzatori per avermi invitata. Volevo vincere con un tempo migliore e avvicinare il mio personale ma le condizioni erano davvero difficili. L’anno prossimo voglio tornare insieme a mia sorella”, ha affermato Angela Tanui.

La vicentina Maurizia Cunico è stata la migliore delle italiane in sesta posizione in 2h55’43”.

La veneziana ora residente a Legnano Giovanna Epis ha vinto la gara femminile della VM 10 km in 37’21”. Il successo nella gara maschile è andato allo specialista della corsa in montagna Gabriele Macchion in 35’00”.

Grande soddisfazione degli organizzatori di Venice Marathon nonostante la giornata climaticamente difficile e il problema dell’acqua alta.

“Il plauso va ai partecipanti e ai volontari che hanno saputo reggere in una situazione ai limiti della sostenibilità. L’importante era far sì che si svolgesse tutto in condizioni di sicurezza e così è stato. E’ evidente che i risultati tecnici hanno risentito del contesto ambientale, ma correre una maratona significa anche questo. C’era sempre pubblico lungo il percorso e questo é un forte segnale di attaccamento da parte della gente a questa manifestazione”, ha affermato il Presidente di Venice Marathon Piero Rosa Salva.

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