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Berhanu Hayle e Baysa difendono il titolo alla Maratona di Boston

Post 15 Aprile 2017 By Diego Sampaolo In Notizie
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Lemi Berhanu Hayle con Atsede Baysa, vincitori della Maratona di Boston 2016 Lemi Berhanu Hayle con Atsede Baysa, vincitori della Maratona di Boston 2016 Giancarlo Colombo

Sarà una Pasquetta ricca di appuntamenti per gli appassionati di maratona. Tra le tante corse in programma spicca soprattutto la centoventunesima edizione della Maratona di Boston, in calendario come da tradizione nel Lunedì del Patriot’s Day.

Entrambi i vincitori etiopi della passata edizione Lemi Berhanu Hayle e Atsede Baysa torneranno sulle strade della città del Massachussets per difendere il titolo conquistato l’anno scorso.

La gara maschile presenta cinque atleti con un primato personale al di sotto delle 2h05’, anche se soltanto uno di questi è riuscito a confermarsi a questi livelli nel corso degli ultimi due anni.

Il ventiduenne Lemi Berhanu Hayle ha vissuto un 2016 da assoluto protagonista grazie al secondo posto a Dubai con il record personale di 2h04’33” e il successo a Boston in 2h12’45” ma non è andato oltre il tredicesimo posto alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Nel 2017 ha già vinto una maratona a Xiamen in 2h08’37”. In carriera ha vinto cinque delle otto maratone disputate. Oltre al successo di Boston si impose a Dubai e a Varsavia nel 2015. Ritorna a Boston anche il connazionale Yemane Tsegay, che andò vicino alla vittoria nel 2015 classificandosi secondo alle spalle di Lelisa Desisa e ottenne il terzo posto l’anno scorso e la medaglia d’argento ai Mondiali di Pechino 2015. Tsegay vanta un personale di 2h04’48” stabilito a Rotterdam nel 2012.

Un altro atleta in grado di salire sul podio della maratona di Boston è Wilson Chebet, secondo nel 2014 alle spalle di Meb Keflezighi e terzo nel 2015. Il trentunenne keniano ha stabilito il record personale di 2h05’27” a Rotterdam nel 2011. Vanta un record di 59’15” sulla mezza maratona e un secondo posto sul difficile percorso della maratona di Honolulu.

Gli altri protagonisti:

Sammy Kitwara (personale di 2h04’48” stabilito nel 2012) ha una solida reputazione nelle maratone statunitensi essendo salito sul podio di Chicago quattro volte. Nel 2016 ha corso due maratone molto ravvicinate a Amsterdam (secondo in 2h05’45”) e a Taipei (primo in 2h09’59”). Ha corso nove volte sotto le 2h10’ nelle dieci maratone disputate in carriera. Al debutto a Boston si piazzò sesto in 2h16’43”.

Emmanuel Mutai ha ottenuto sette piazzamenti d’onore in maratone World Majors, un personale di 2h03’13” a Berlino nel 2014 e un successo a Londra nel 2011. Nelle ultime quattro maratone disputate il trentaduenne keniano è sceso sotto le 2h10” soltanto una volta. Disputerà la ventunesima maratona in carriera. Dino Sefir vanta un personale di 2h04’50” ottenuto a Dubai nel 2012 e due successi in maratona nel 2016 a Barcellona in 2h09’31” e a Ottawa in 2h08’31”. Sempre dall’Etiopia arriva Sisay Lemma, primo a Francoforte nel 2016, quarto a Dubai nel 2016 in 2h05’16”, quarto a Berlino nel 2016 in 2h06’56” e terzo a Dubai nel 2017 in 2h08’04”. Il ventiquattrenne Geoffrey Kirui, medaglia di bronzo ai Mondiali Juniores nel 2012 sui 10000m, ha debuttato in maratona con un terzo posto a Rotterdam in 2h07’23”. Successivamente si è migliorato a Amsterdam correndo in 2h06’27”.

Wesley Korir conosce bene il percorso di Boston, dove ha collezionato un successo nel 2012 e un quarto posto nel 2016 ma è sceso al di sotto delle 2h10’ soltanto una volta nelle ultime sette maratone disputate.

Le speranze del pubblico statunitense saranno riposte su Galen Rupp, che farà il debutto a Boston otto mesi dopo la medaglia di bronzo nella maratona conquistata alle Olimpiadi di Rio de Janeiro pochi giorni dopo il quinto posto sui 10000m. L’atleta allenato da Alberto Salazar si è classificato undicesimo nella mezza maratona di Praga in 61’59” nell’ultimo test agonistico in una gara condizionata da problemi al piede. Il bronzo olimpico dei 10000m di Londra 2012 potrebbe diventare il primo statunitense nato su suolo americano in grado di imporsi a Boston dai tempi di Greg Meyer nel 1983.

Il quarantunenne statunitense nato in Eritrea Meb Keflezighi torna a Boston dove si impose nel 2014 in 2h08’37”. In carriera Meb vanta un successo e un quarto posto a New York rispettivamente nel 2009 e nel 2014, un argento olimpico a Atene 2004 alle spalle di Stefano Baldini e un quarto posto alle Olimpiadi di Londra 2012. Più di recente si è classificato settimo a New York nel 2015 e secondo ai Trials Olimpici di maratona per i Giochi di Rio.

Gara femminile:

La gara femminile vedrà al via tre atlete in grado di scendere in carriera al di sotto delle 2h20’ e la campionessa in carica Atsede Baysa. Si tratta delle keniane Gladys Cherono e Edna Kiplagat e dell’etiope Buzunesh Daba.

La trentatreenne Cherono ha ottenuto un secondo posto a Dubai nel 2015 in 2h20’03” e un successo nell’edizione 2015 della maratona di Berlino con ii record personale di 2h19’25”. E’ scesa sotto il muro delle 1h07’ nella mezza maratona tre volte e ha vinto la medaglia d’argento ai Mondiali di Mosca 2013 sui 10000m. La campionessa mondiale di mezza maratona di Copenaghen 2014 ha corso uno dei migliori tempi di sempre al debutto in una maratona con 2h20’03” a Dubai due anni fa. Sulla mezza maratona ha realizzato il settimo miglior tempo di sempre con 66’07” a Ras Al Khaimah nel 2016. Ha corso in 67’01” nell’ultima edizione della Roma Ostia Half Marathon.

Baysa si impose lo scorso anno in 2h29’02” sul difficile percorso di Boston con 44 secondi di vantaggio sulla seconda classificata (il margine più ampio dal 2005 quando si impose Catherine Ndereba) ma in carriera è stata in grado di correre in 2h22’03” a Chicago nel 2012. E’ dai tempi della doppietta di Ndereba nel 2004 e nel 2005 che un’atleta non è più riuscita a vincere in due edizioni consecutive della maratona di Boston.

Edna Kiplagat ha collezionato successi prestigiosi a New York nel 2010, Londra nel 2014 e in due edizioni dei Campionati del Mondo a Daegu 2011 e a Mosca 2013. Nel 2016 è salita sul podio a Tokyo (terza in 2h22’36”) e a Chicago (seconda in 2h23’28”).

Buzunesh Deba è una vecchia conoscenza delle maratone degli Stati Uniti, paese dove vive da tanti anni. L’etiope residente a New York si aggiudicò la maratona di Boston nel 2014 in 2h19’59” dopo la squalifica per doping di Rita Jeptoo. Nel 2015 è arrivata a 14 secondi dal successo a Boston dopo essere stata nel gruppo di testa per 25 miglia. Lo scorso anno si è classificata terza a Honolulu. Vanta due secondi posti a New York.

Tra le altre protagoniste della maratona di Boston vanno ricordate Caroline Rotich, vincitrice a Boston nel 2015, Brigid Kosgei, prima a Milano in 2h27’45”, seconda a Lisbona in 2h24’45” (record personale) e prima a Honolulu nel 2016, la rappresentante del Barhein Rose Chelimo, prima a Seul in 2h24’14” e ottava alle Olimpiadi di Rio in 2h27’36”, l’etiope Ruti Aga, autrice di un personale di 2h24’41” a Berlino nel 2016 e la portacolori del Burundi Diane Nukuri, quinta a New York nel 2016 e autrice di un personale di 2h27’50”.

Gli Stati Uniti saranno rappresentati da Desi Linden, atleta dal personale di 2h22’36” alla maratona di Boston nel 2011 e settima alle Olimpiadi di Rio in 2h26’08”, e Jordan Hasay, che debutta sulla distanza dopo essere diventata la terza statunitense della storia in grado di scendere sotto il muro dei 68 minuti sulla mezza maratona a Praga con 67’55”.

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