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Londra - Trionfo per Kipsang (2:04'29") ed Edna Kiplagat (2:20'21"). Debutti: male Mo Farah (2:08'21"), bene la Dibaba (2:20'35")

Post 14 Aprile 2014 By Diego Sampaolo In Notizie
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Record del percorso: 2:04'29", la firma di Wilson Kipsang sulla London Marathon Record del percorso: 2:04'29", la firma di Wilson Kipsang sulla London Marathon Giancarlo Colombo

Il primatista del mondo della maratona, Wilson Kipsang, ha vinto per la seconda volta la London Virgin Marathon confermandosi come il miglior maratoneta al mondo in questo momento. Con 2:04’29” Kipsang ha battuto il record del percorso (2:04’40”, Emmanuel Mutai, 2011).

La gara si è decisa al 33° chilometro, quando Kipsang e Stanley Biwott (primo a Parigi 2012 in 2:05’12”, ex primato della corsa battuto la settimana scorsa da Kenenisa Bekele) hanno preso il largo staccando il gruppo di testa composto da otto atleti. Al 35° chilometro i due campioni del Kenya hanno fatto registrare un vantaggio di 30 secondi sul gruppo di inseguitori formato da un quartetto di keniani ed etiopi comprendente Tsegaye Kebede, Ayele Abshero, Tsegaye Mekonnen (primo all’ultima maratona di Dubai con 2:04’32”, migliore prestazione di sempre per un atleta juniores) e Geoffrey Mutai. L’attesissimo Mo Farah, al debutto in maratona, era ancora in tabella di marcia per il record britannico di Steve Jones (2:07’13”, Chicago, 1983)  dopo essere transitato a metà gara con 38” di svantaggio sul gruppo di testa, ma ha incominciato a rallentare al 35° chilometro vedendo svanire così l’assalto al primato nazionale che si era prefissato come obiettivo per la prima maratona della sa vita.

Al 40° chilometro (1:58’12”) Kipsang ha piazzato l’allungo decisivo staccando Biwott (2:04’55”). Dopo 1’35”, alle spalle dei due si è classificata la coppia etiope formata da Kebede (2:06’30”) e Abshero. Seguono: Tsegaye Mekonnen (5° in 2:08’05”), Geoffrey Mutai (6° in 2:08’18”), Emmanuel Mutai (7° in 2:08’19).

Mo Farah ha tagliato il traguardo in 2:08’21”, quarto tempo della storia a livello britannico. Solo Steve Jones ha saputo correre più forte in tre occasioni negli anni ‘80 rispetto al due volte campione olimpico e mondiale dei 5.000 e dei 10.000 m. Le aspettative erano molto alte, ma la prima maratona di Farah va valutata positivamente, perché non è facile mettersi alla prova su una distanza che non si improvvisa al cospetto dei migliori del mondo con molta più esperienza sulle gambe. Farah ha pagato l’inesperienza commettendo degli errori ai rifornimenti.

«Mi dispiace per come è andata la gara, ma non ho rimpianti. Sono cresciuto a Londra e sono legato a questa maratona e non potevo scegliere altre gare. Da ragazzo ho vinto tre edizioni della mini marathon a Londra e sono cresciuto con il sogno di poter correre un giorno in questa manifestazione.

«È stata un’esperienza che mi insegnerà molto. Voglio riprovarci in futuro. Avrei forse dovuto provare a correre con il gruppo di testa. Ho dato tutto, ma avrei voluto regalare qualcosa di più al pubblico che non ha mai smesso di far sentire il suo sostegno lungo il percorso.», ha detto Farah alla BBC.  

Di diverso tenore sono stati i commenti degli esperti sulla performance di Farah.

«Mo dovrebbe continuare a correre in pista. Perché dovrebbe affrontare Wilson Kipsang in maratona? È un terreno ancora sconosciuto, un salto nel buio”, ha detto Brendan Foster, grande protagonista di 5.000 e 10.000 m, oggi commentatore della BBC.

Al parere negativo di Foster si contrappone il giudizio più positivo di Paula Radcliffe, che da anni lavora nel team dei commentatori della BBC. «Londra è il migliore palcoscenico per debuttare in maratona e Mo ha fatto la scelta giusta. Il piano era correre più lentamente nella prima parte ed è quello che ha fatto. Nella seconda metà gara non è riuscito a recuperare il terreno. Ha scoperto cosa significhi correre una maratona”, ha detto la primatista del mondo.

Di livello altrettanto strepitoso la gara femminile, che ha vissuto sul fantastico duello tra la due volte campionessa del mondo  Edna Kiplagat (Daegu 2011 e Mosca 2013) e la vincitrice dell’ultima Berlin Marathon e primatista mondiale della mezza maratona, Florence Kiplagat. Con un lungo sprint finale Edna ha preceduto Florence per soli due secondi (2:20’21” e 2:20’23”), dopo che si era classificata seconda nelle ultime due edizioni e terza nel 2011.

Eccellente il debutto in maratona della campionessa olimpica e mondiale in carica dei 10.000 metri Tirunesh Dibaba, che ha tagliato il traguardo in 2:20’35”. L’etiope Aberu Kebede segue più staccata in quinta posizione (2:25’31”) davanti alla portoghese Jessica Augusto, prima delle europee (2:24’35”). Settima l’ucraina Tetyana Gamera Schmirko (2:25’30”). La vincitrice dell’anno scorso, Priscah Jeptoo, è stata costretta al ritiro, mentre la campionessa olimpica di Londra 2012. Tiki Gelana, ha terminato la fatica in nona posizione con il tempo di 2:25’58”

 

La gara femminile è stata lanciata su ritmi velocissimi con un passaggio alla mezza maratona in 1:09’15”. Sei donne erano in testa a metà gara: Edna e Florence Kiplagat, Tirunesh Dibaba e Priscah Jeptoo oltre alle due lepri. Le due Kiplagat hanno iniziato a premere sull’acceleratore dopo il 30° chilometro e solo Tirunesh Dibaba è riuscita a rimanere agganciata. L’etiope ha perso terreno a un rifornimento accumulando un ritardo di 12” al 35° km (passaggio coperto dalle Kiplagat in 1:56’07”). Sul lungo rettilineo finale Edna ha avuto la meglio allo sprint sulla sua omonima (ma neanche lontana parente) Florence. 

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